Indietro

23 Febbraio 2018 - I Comuni e l'attuazione del reddito di inclusione Rei 2018-2020

Data: 23 feb 2018

Con la pubblicazione del decreto legislativo n. 14 del 15 settembre 2017 l'Italia ha, per la prima volta nella storia del suo welfare, una misura strutturale e universale per il contrasto alla povertà assoluta. Partendo da un'analisi dei contenuti della misura, delle sue criticità, degli aspetti radicalmente innovativi rispetto alle consolidate pratiche socio-assistenziali e dalle conseguenti complessità gestionali e applicative, ci proponiamo di individuare i nodi da affrontare e le possibili vie per un successo della riforma all'altezza delle aspettative. Il reddito di inclusione (REI), infatti non è solo un reddito ma un percorso finalizzato all'inclusione sociale lavorativa. È un percorso la cui regia è affidata ai servizi sociali dei Comuni, associati negli ambiti territoriali, che lavorano in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari, le scuole, con il pieno coinvolgimento del terzo settore, delle parti sociali e delle comunità. È pregiudiziale perciò, per il successo della riforma, il rafforzamento dei servizi sociali territoriali, cui la legge destina una quota non inferiore al 20%, pari a oltre 350 milioni annui, conteggiando l'incremento previsto dalla legge di bilancio 2018. Tutte le attività previste dal REI sono aggiuntive rispetto ai servizi socio-assistenziali normalmente esercitati dai Comuni. È chiaro perciò che senza l'innesto delle professionalità indispensabili per la specificità delle funzioni previste dal REI, può incontrare difficoltà insormontabili la stessa realizzazione delle reti territoriali laddove non ci siano le necessarie competenze nelle amministrazioni locali.

Per maggiori informazioni e per iscriversi al seminario




Nessun commento. Vuoi essere il primo.