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ANCI: Città metropolitane, serve tagliando alla “Delrio” su funzioni e risorse

Data: 07 mar 2017

“La legge Delrio ha bisogno di un tagliando anche alla luce del risultato del referendum che ha mantenuto le Province e quindi delle funzioni, impropriamente in capo alle Città metropolitane, che le Regioni non ci indennizzano”. Lo ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine di #anciascolta, preludio dell’assemblea regionale Anci Toscana, che si è svolta il 3 marzo scorso a Palazzo Vecchio di Firenze. “In questi anni – ha detto Decaro – abbiamo subìto tagli importanti proprio perché alle Città metropolitane dovevano essere demandate solo funzioni relative a strade e scuole oltre a funzioni di pianificazione. Molte funzioni invece – ha continuato il presidente Anci – restano ancora di nostra competenza, nonostante non siano state stanziate risorse per gestirle. Questo ci costringe a drenare soldi che vorremmo dedicare alla manutenzione delle scuole e delle strade. Va quindi creato un meccanismo di correlazione tra Città metropolitana e Province, una ‘rete’ insomma senza la quale rischiamo seri problemi di gestione”. Durante il filo diretto con gli amministratori toscani, il presidente Anci è intervenuto anche sul tema immigrazione: "I decreti Minniti possono rappresentare un modo nuovo per affrontare l’emergenza migranti, secondo una gestione non più emergenziale ma strutturale”. “Nell’ultimo anno – ha ricordato a proposito Decaro – abbiamo registrato circa 181 mila presenze di prima accoglienza su cui i sindaci hanno messo la faccia”. Ma il flusso, secondo il presidente Anci “va gestito tramite il sistema dello Sprar e distribuito su tutto il territorio nazionale, con un numero di migranti controllato che è di circa tre per ogni mille abitanti. Questo per evitare concentrazioni di arrivi come a Cona, dove la prefettura ha inviato mille migranti in una comunità di tremila residenti. La concentrazione è un problema per i migranti e per i residenti e può sfociare in episodi di intolleranza oltre a gravare sulla qualità dei servizi per chi ospita e per chi è ospitato”. Secondo il sindaco di Bari quindi “le prefetture non possono gestire questo fenomeno perché non hanno il rapporto quotidiano con la comunità che ha un sindaco: i cittadini è al sindaco che ricorrono per lamentare questo tipo di problemi”. “Per questo – ha concluso Decaro – è giusto che siano i sindaci a gestire il fenomeno, su base volontaria e con la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo Anci-Viminale, clausola che ha permesso al sindaco di Vitulano di respingere altri migranti inviati dalla prefettura, proprio in virtù dell’adesione allo Sprar e quindi del limite di migranti stabilito”. (anci.it) Sulla necessità che il Governo completi la riforma della “legge Delrio” si era già espresso il sindaco di Firenze e coordinatore Anci delle Città metropolitane, Dario Nardella, qualche giorno prima. Le città metropolitane “assomigliano ancora troppo alle Province”, e dunque “occorre una nuova norma che completi la riforma della legge Delrio del 2104; credo che in questo ultimo frangente di legislatura il governo Gentiloni possa affrontare quest'ultimo capitolo, cioè della riorganizzazione dell'assetto del territorio a livello locale a partire dalle città metropolitane e poi dai territori esterni”. “Il percorso credo che sia abbastanza semplice - ha spiegato - perché dopo il risultato del referendum del 4 di dicembre occorre una nuova norma che completa la riforma del 2014 della legge Delrio dal punto di vista della delineazione del ruolo delle città metropolitane; ancora oggi assomigliano ancora troppo alle vecchie province e non sono degli enti autonomi, diversi e nuovi a tutti gli effetti". Nardella ha detto di voler“rilanciare la proposta di fare delle città metropolitane degli enti molto più snelli, che si limitano alla pianificazione strategica, al coordinamento della pianificazione territoriale, alla promozione economica del territorio metropolitano e ad una serie di funzioni di semplificazione e di coordinamento fra i vari comuni che le costituiscono”. (anci.it)



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