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ANCI: Imu, incertezze giocano sulla pelle dei Comuni

Data: 07 mag 2013

Il 30 giugno i bilanci devono essere approvati, ma per redigerli serve chiarezza su entrate “Non si può continuare con questa situazione di incertezza che gioca sulla pelle dei Comuni togliendo loro qualsiasi possibilità di programmazione, e quindi di autonomia, per quella che sembra una battaglia politica”. Così Alessandro Cosimi, Sindaco di Livorno e Coordinatore delle Anci regionali riferendosi alla mancanza di chiarezza rispetto alle ricadute finanziarie sui Comuni conseguenti ad una sospensione/abolizione dell’Imu per la prima casa. “Senza entrare nel merito e rischiare di rappresentare ognuno la propria parte politica – aggiunge – il punto di fondo in questo momento e’ che per i Comuni la scadenza del bilancio preventivo – ricorda - e’ al 30 giugno e tutti gli Statuti prevedono che ai Consigli sia consentito di prendere visione per tempo del lavoro fatto, per arrivare poi alla approvazione’”. ‘’In tutta Europa esiste un tributo che e’ configurabile con un rapporto tra patrimonio e territorio ed e’ evidente che le modalità attuabili sono di vario tipo. Personalmente - afferma Cosimi - sono per la difesa delle categorie più deboli”. ‘’Ma il punto essenziale in questo momento - conclude il rappresentante ANCI - è che non si può ricominciare con l’incertezza delle norme che riguardano i Comuni. Perché questo e’ un elemento che impedisce l’esercizio dell’autonomia, di una buona amministrazione e impedisce anche di avere normali relazioni fra la rappresentanza dei Comuni ed un esecutivo che deve portare all’attenzione dei Comuni una proposta che sia l’elaborazione di un percorso, non la espressione di fantasie individuali”’. “Le tasse devono scendere: di questo ne siamo tutti convinti. Ma togliere del tutto la tassazione sulla prima casa non solo è tecnicamente complicato, ma secondo me sarebbe sbagliato se non vi è una tassazione più pesante su chi possiede più immobili”. Lo afferma il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, in un’intervista a La Stampa. Secondo Delrio l’imposta sulla prima casa deve coinvolgere tutti i cittadini, “per una questione di educazione civica. E’ giusto che tutti diano un contributo, per quanto piccolo, al pagamento dei servizi che riceve. Diversamente il rischio è che passi il principio secondo il quale lo Stato e i suoi costi è affar d’altri. Significherebbe inoltre negare il concetto di federalismo fiscale”. Sulla necessità dell’imposta, infine, Delrio invita al pragmatismo: “Per avere Comuni liberi di scegliere, per avere comunità capaci di autodeterminarsi, occorre autonomia di spesa. E solo con un’imposta sui servizi ben ponderata si può raggiungere quell’obiettivo”. (anci.it)



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