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ANCI: mobilità sostenibile, Carta di Catania

Data: 23 giu 2015

“Per costruire un progetto ambizioso di mobilità sostenibile, non si può individuare un’unica soluzione: serve una progettualità complessiva, che consenta di praticare politiche coordinate, con l’ausilio di diversi strumenti”. Così il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, riassume le suggestioni raccolte nella due giorni di dibattito organizzata dall’Anci nel capoluogo etneo con la prima Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile. Bianco rilancia la “Carta di Catania”, il documento in 15 punti alla cui adesione verranno chiamati tutti i Sindaci e che “contempla come primo impegno quello di condividere un Piano strategico nazionale sulla mobilità sostenibile. Comuni, Regioni, Governo nazionale e aziende private possono lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo – dice Bianco – profondendo armonia, intelligenza, umiltà e grande determinazione”. Al contempo, però, Bianco lancia una sfida al Governo: “Chiediamo che almeno nelle grandi aree del Paese i Sindaci possano essere giudicati per quello che riescono a fare, prendendosene la responsabilità. E, a proposito di mobilità sostenibile, vorremmo che si affidi alla Città metropolitane la responsabilità per la pianificazione del trasporto pubblico locale. Oggi ci perdiamo troppo spesso nei meandri della burocrazia regionale, che a volte sono particolarmente pesanti da sostenere”. “Non è possibile – ha spiegato poi Bianco tornando sul tema – realizzare una buona ricetta con un solo ingrediente, anche se si possiede il migliore ingrediente del mondo. Servono tutti gli strumenti possibili, con l’obiettivo primario di ridurre la mobilità obbligata: oggi la pianificazione urbanistica obbliga ad una mobilità inutile e non piacevole né salutare. Una parte degli spostamenti obbligati dipendono dalla collocazione di scuole e uffici pubblici, e su questo è necessario intervenire nella riprogrammazione delle città. Bisogna poi favorire e migliorare la qualità del trasporto pubblico nel suo complesso, ridurre la mobilità privata, potenziare la mobilità ciclopedonale. La Carta di Catania – ribadisce infine Bianco – sarà il nostro strumento per lavorare in modo coordinato su tutto il territorio nazionale, per raggiungere finalmente questi fondamentali obiettivi”. (anci.it)



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