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ANCI: Scuola infanzia – Convegno “Curricolo è responsabilità”

Data: 01 mar 2016

Qual è la copertura dei servizi educativi per l’infanzia nelle proprie città e quali prospettive si intravedono nello 0-6 all’interno della legge 107/15. Su queste due questioni è intervenuta l’assessore alla scuola e realtà dell’infanzia del Comune di Palermo, Barbara Evola, in merito a ‘Curricolo è responsabilità’, il convegno nazionale dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia tenutosi a Milano dal 26 al 28 febbraio 2016 e che si colloca in un momento strategico della storia dei diritti dei bambini e della vita dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia. “Innanzitutto – afferma Evola – rispetto ai bisogni che esprime la città, Palermo ancora non riesce a soddisfare le richieste. Tuttavia con il Piano d’azione e coesione dell’ex ministro Barca che si rivolge, per la prima volta, all'infanzia, la città sta sperimentando intanto un sistema integrato attraverso l'accreditamento con strutture private ma soprattutto sta per ampliare il numero di posti per aggiungere al servizio degli asili nido anche altri servizi alternativi come lo spazio gioco e lo spazio famiglia che possono comunque rispondere ai bisogni di famiglie che hanno diverse esigenze, penso ad esempio alle mamme che lavorano per cui anche una ‘copertura’ di cinque ore è un servizio utile”. Un banco di prova importante per l’assessore Evola “per cercare di dare una risposta ai bisogni della città in termini quantitativi sia in termini qualitativi”. Per quanto riguarda, invece, la proposta di ampliare tutti i servizi per l’infanzia sul territorio nazionale, “considerando questa prima fascia come il primo segmento educativo fondamentale, naturalmente anche noi – afferma – guardiamo con interesse alla possibilità di aumentare i servizi, sebbene restino una serie di perplessità a cominciare dai finanziamenti. Come facciamo ad aumentare i servizi se continuano ad essere tagliati i fondi per gli Enti locali? E a chi andrà a gestire questi servizi 0-6 diciamo che potrebbe essere una grande opportunità anche il mettere ordine nei servizi per l'infanzia che oggi vedono intervenire diversi soggetti (Regione, Comune, Stato). “Ritengo che lo 0-6 dovrebbe innanzitutto costruire una cornice che consenta di avere varie opportunità sul territorio. Vanno, però, anzitutto stabiliti degli standard dal punto di vista delle strutture, coinvolgendo in tal senso la Regione, e in termini di qualità; fondamentale in una realtà come quella italiana che presenta molte differenze da nord a sud”. “Bisogna, poi – conclude – risolvere tutta una serie di questioni che naturalmente lo 0-6 propone: chi assume, chi paga, che tipo di contratto è previsto e se rimangono servizi in capo all'Ente locale. È chiaro inoltre che i servizi per l'infanzia forniti dall'Ente locale devono in qualche modo essere liberati da tutte quelle normative che gli enti locali in qualche modo subiscono e che nei fatti non aiutano a rendere un buon servizio, altrimenti noi rischiamo di fare una bella legge che non troverà nessuna applicazione”. “E’ un argomento molto importante e di grande attualità quello del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni e il convegno vuole essere un momento di confronto che partendo dall’analisi del reale faccia il punto sulla Legge 107/15”. Così l’assessore all’educazione del Comune di Milano, Francesco Cappelli, in merito a ‘Curricolo è responsabilità’. “Gli 0-6 – continua Cappelli – entrano a far parte del sistema nazionale dell’istruzione e si definisce l’unitarietà del loro percorso curricolare fondato principalmente su forme di attenzione allo sviluppo e a creare le condizioni ideali per il percorso scolastico successivo. In tal senso la parola Curricolo è esplorare, apprendere, cercare connessioni. E’ profondamente connesso con la cultura organizzativa ed è la professionalità che devono avere gli insegnanti”. “Curricolo – prosegue l’assessore di Milano – è anche creare reti di relazioni ed è governance, vale a dire come possiamo gestire questa fase in termini di servizio al cittadino nel modo più efficace possibile, anche con forme integrate. Il nostro auspicio è che partendo da una mappatura seria dell'esistente si possa arrivare a configurare dei modelli educativi fruibili e meglio governabili localmente sia in termini di risorse sia in termini di possibilità personali”. (anci.it)



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