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ANCI: sicurezza urbana, no a maggiori responsabilità sindaci

Data: 21 feb 2017

Organizzare iniziative di tipo formativo in materia di sicurezza urbana e pubblica per il personale di polizia locale e degli enti locali, pianificare interventi comuni a valere sulle risorse comunitarie, nazionali e regionali, sollecitare la partecipazione dei cittadini a progetti sulla cultura della legalità e sulla valorizzazione delle istituzioni nel territorio. Questi i principali obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto, a Villa Niscemi, dall’Anci Sicilia e dall’Ars Nostra Vis Urbis (ANVU) - Associazione professionale polizia locale d’Italia. “In questo preciso momento storico – spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia – siamo convinti che bisogna guardare con maggiore attenzione alla sicurezza dei cittadini. La garanzia della legalità è un bene ed un diritto fondamentale per tutti e, proprio per questo motivo, è necessario pianificare nuove strategie di prevenzione della criminalità. Non dobbiamo mai dimenticare che la migliore legge del mondo non avrà successo se chi è chiamato ad applicarla non è adeguato o supportato da strumenti idonei. Tutti quanti dobbiamo, dunque, sottoporci a continui aggiornamenti con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e l’efficienza del personale impegnato in prima linea nelle politiche di sicurezza”. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto dal presidente Orlando per Anci Sicilia e da Nicola Salvato, presidente nazionale dell’Anvu. “Ci sono segnali importanti ma bisogna stare attenti a che non sia un modo politicamente furbesco di scaricare poi sui sindaci maggiori responsabilità concedendo briciole di poteri”. Così il sindaco di Napoli e vicepresidente dell'Anci, Luigi de Magistris, commenta le misure contenute nel decreto legge in materia di sicurezza urbana che ridefinisce gli strumenti messi nella disponibilità degli amministratori locali. De Magistris, nell'evidenziare che il decreto contiene “aspetti positivi anche se alcune cose non sono state inserite e altre possono essere migliorate”, sottolinea che “se si pensa di dare ai sindaci solo più responsabilità e poco potere, si rischia di farsi male”. In particolare, il primo cittadino evidenzia la necessità di “rafforzare la polizia municipale, prima articolazione utilizzata dalle amministrazioni comunali in tema di sicurezza urbana. Il Governo deve metterci in condizione di poter riempire gli organici, di poter avere le risorse per impiegare la polizia municipale anche di sera, di notte e nei giorni festivi, possibilità che oggi non abbiamo”. Ma non solo. De Magistris ritiene che la polizia municipale dovrebbe poter accedere “al Ced del ministero dell'Interno, alle banche dati così da poter effettuare verifiche e controlli nel momento in cui si ferma qualcuno”. Il primo cittadino napoletano mette in evidenza la presenza all'interno del decreto di “segnali” in materia di parcheggiatori abusivi per cui in caso di reiterazione del reato “scatta la sanzione penale”. Plauso inoltre all'istituzione del Comitato metropolitano co-presieduto dal Prefetto e dal sindaco metropolitano. “Finalmente - dice de Magistris - ai sindaci è data la possibilità, per legge, di definire con il Prefetto l'ordine del giorno e di indicare le priorità in materia di sicurezza dei territori metropolitani'. “I due decreti del Governo in materia di sicurezza urbana e migranti sono molto importanti, perché danno ai sindaci più strumenti nella lotta contro il degrado e per la legalità”. Ne è convinto il presidente di Anci Emilia-Romagna e sindaco di Imola, Daniele Manca, che in una nota precisa: "Questa è la direzione giusta sulla quale procedere. Non vogliamo confondere i ruoli: il mantenimento dell’ordine pubblico spetta alle forze dell’ordine, ma i sindaci devono poter fare di più per contrastare fenomeni come l’accattonaggio, l’abusivismo e tutto ciò che fa sentire le persone insicure e non sufficientemente protette nelle loro città”. “Sono convinto – conclude Manca - che le stesse forze dell’ordine potranno svolgere più efficacemente il loro compito se potranno contare su questi nuovi strumenti per aggredire alla radice i problemi di sicurezza pubblica contro i quali si impegnano quotidianamente”. (anci.it)



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