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Anno europeo pari opportunità per tutti: un bilancio

Lisbona, Portogallo: l'Anno europeo delle pari opportunità per tutti, che si è tenuto nel 2007, si è concluso il 15 novembre con un importante evento per celebrare i risultati finora raggiunti ed esaminare le sfide che rimangono per il futuro. Con più di 1 000 attività diverse svolte in 30 paesi la campagna ha sensibilizzato i cittadini sul loro diritto di vivere senza discriminazioni, ha contribuito a instaurare un nuovo dialogo tra diversi attori che si occupano di promozione della parità e ha messo in luce i vantaggi che derivano dalla diversità per la società nel suo complesso. Nel 2008 vi farà seguito una nuova iniziativa della Commissione volta ad affrontare il problema della discriminazione che si registra al di fuori del posto di lavoro. A loro volta le idee migliori emerse nel corso dell'anno verranno valorizzate nel contesto del nuovo programma PROGRESS. Momenti pregnanti dell'Anno europeo sono stati rappresentati dalla tournée del "camion antidiscriminazione" che nel suo giro quinquennale lungo 72 000 km ha attirato mezzo milione di visitatori nelle sue 99 fermate; il partenariato dell'Anno europeo con il concorso canoro Eurovisione ha consentito di diffondere il messaggio della campagna a 100 milioni di telespettatori europei nonché il primo vertice in assoluto consacrato all'uguaglianza sotto l'egida della presidenza tedesca dell'UE che verrà ripetuto nel 2008 sotto la presidenza francese. Inoltre, circa 1 Mio EUR è stato consacrato a 19 progetti ripartiti su 12 paesi e che avevano per oggetto l'inclusione della comunità dei rom. Delle 1 000 attività che si sono svolte a livello locale, regionale e nazionale nel contesto dell'Anno europeo circa la metà sono state cofinanziate dalla Commissione europea. Esse comprendevano tra l'altro 47 diversi programmi di formazione antidiscriminazione, 31 studi o indagini e 21 concorsi che hanno interessato le scuole, le imprese o il pubblico in generale. Un altro successo dell'Anno europeo è stato la creazione di nuovi partenariati e dialoghi per promuovere la parità. Per la prima volta gli Stati membri hanno sviluppato strategie nazionali rivolte a tutte e sei le cause di discriminazione menzionate all'articolo 13 del trattato CE. Ciò li ha indotti a impostare un dialogo tra i diversi ministeri e con la società civile e altri attori, e questo spesso per la prima volta.



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