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Appalti: giurisprudenza e dottrina

Data: 31 gen 2017

Cons. St., sez. IV, 25 gennaio 2017, n. 297: E’ rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 30, l. reg. Emilia-Romagna 30 maggio 2016, n. 9 in relazione agli artt. 3, 24 e 117 Cost., per tramite della norma interposta costituita dall’art. 6, comma 1, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il quale interpreta l'art. 13, comma 3, l. reg. 19 dicembre 2002, n. 37 nel senso che “nel senso che, fermo restando l’obbligo di puntuale motivazione, nonché della corresponsione al proprietario dell’indennità di cui all’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Testo A)), il divieto di reiterare più di una volta il vincolo espropriativo decaduto non trova applicazione per il completamento di opere pubbliche o di interesse pubblico lineari la cui progettazione preveda la realizzazione per lotti o stralci funzionali, secondo la normativa vigente”; è evidente infatti il potenziale e irriducibile conflitto fra il diritto di proprietà degli originari ricorrenti (a sua volta oggetto di incisiva tutela a livello CEDU) e l’interesse pubblico al completamento dell’opera. (al quale è chiaramente ispirata la disposizione di che trattasi), con la conseguenza che è arduo però ricavare l’evidente sussistenza di un motivo imperativo di interesse generale che autorizzi il varo di una norma destinata a incidere, con effetto ex tunc, su un giudizio in corso (segue). Tar Lazio, sez. I quater, 25 gennaio 2017, n. 1324 : L’art. 83, comma 2, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 non disciplina in modo compiuto qualificazione dei Consorzi stabili nelle procedure di affidamento pubbliche, rimettendo alla predisposizione di Linee-guida da parte dell’Anac; nelle more della loro adozione la partecipazione alle gare dei Consorzi stabili trova ancora, ai sensi dell’art. 216, comma 4, dello stesso nuovo Codice dei contratti pubblici le proprie disposizioni di riferimento nel precedente ordinamento di settore, estensibili anche all’affidamento di servizi (Segue) Cons. St., sez. VI, 27 gennaio 2017, n. 341: Anche prima dell’entrata in vigore della novella introdotta dalla l. 7 agosto 2015, n. 124 – che ha fissato il termine massimo di diciotto mesi per l’annullamento d’ufficio di atti autorizzatori o attributivi di vantaggi economici – era illegittimo l’annullamento d’ufficio di una concessione edilizia in sanatoria disposto dopo circa tredici anni dal rilascio della sanatoria, senza congruamente motivare le ragioni che hanno resi indispensabile tale provvedimento, non essendo sufficiente il mero richiamo al necessario ripristino della legalità violata (segue). Tar Lazio, sez. II, 26 gennaio 2017, n. 1345 : La matrice volta a stimolare la concorrenza, sia attraverso la massima partecipazione possibile alle gare pubbliche sia garantendo una più elevata possibilità che le imprese di piccole e medie dimensioni possano risultare aggiudicatarie, caratterizza tutta la normativa europea in materia di appalti pubblici e, di conseguenza, il nuovo Codice degli appalti pubblici e delle concessioni; lo attestano, tra gli altri, le disposizioni dell’art. 51, secondo cui “nel caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro imprese, piccole e medie imprese”, e dell’art. 83, comma 2, che prevede che i requisiti di idoneità professionale e le capacità economica e finanziaria e tecniche – professionali sono attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, “tenendo presente l’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione” (segue) Deodato, Nuove riflessioni sull'intensita' del sindacato del giudice amministrativo. Il caso delle linee guida dell'ANAC.



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