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ASGI: il MIUR esclude gli stranieri dal bando per il personale delle scuole

Data: 30 set 2014

L'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (ASGI) ha inviato al MIUR una lettera in cui contesta che nel bando - Decreto Ministeriale 717 del 5 settembre 2014 e allegati - per il reclutamento nel triennio 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 della terza fascia d’istituto del personale ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo) delle Scuole italiane, sia previsto quale requisito per l’ammissione la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea. L’ASGI sostiene che “appare inspiegabile che il decreto ministeriale con il quale è stato indetto il bando abbia previsto quale requisito per l’ammissione la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, nonostante siano ormai in vigore da più di un anno gli emendamenti alla normativa sul pubblico impiego apportati dalla ‘legge europea 2013’ (L. n. 97/2013, art. 7), che ha esteso l’accesso alla funzione pubblica anche alle categorie di cittadini di Stati terzi non membri dell’Unione europea protetti dal diritto dell’Unione europea, ovvero i familiari di cittadini di Stati membri UE, i ‘lungo soggiornanti’ di cui alla direttiva 109/2003 e i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria. Questo anche in relazione al fatto che lo stesso d.P.R. 31 maggio 1974 n. 420 sullo stato giuridico del personale non insegnante delle scuole fa espressamente rinvio alla normativa sugli impiegati civili dello Stato e alle norme in materia di procedure concorsuali, per cui deve ritenersi pacificamente applicabile l’art. 38 del d.lgs 165/01 come emendato appunto dalla legge n. 97/2013. Per tale ragione, l’ASGI ritiene che il Ministero dell’Istruzione sia incorso in un evidente errore materiale nell’aver previsto l’esclusione delle sopramenzionate categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi dalla possibilità di partecipazione al bando. Con una lettera inviata al Ministero dell’Istruzione lo scorso 15 settembre, l’ASGI chiede pertanto, che venga posto urgente rimedio a detto errore, modificando i requisiti richiesti ai fini dell’ammissione alle graduatorie”



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