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Avviso pubblico: Rapporto Legalità - intimidazioni agli amministratori

Data: 14 mag 2013

“Per noi le larghe intese non sono una minaccia, ma anzi sono una forza necessaria se fatte sui temi della lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e all’evasione fiscale. Sono queste le larghe intese che ci piacciono, delle altre poco ci importa”. “La buona politica nel nostro Paese esiste già ed è rappresentata da quei tanti amministratori e amministratrici che ogni giorno sono vittime di intimidazioni e di minacce in conseguenza del loro impegno per la legalità. Dobbiamo rimarcare le differenze e fare in modo che la loro lotta diventi anche la nostra battaglia”. Lo ha affermato Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico, durante la presentazione del Rapporto “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica”, presentato a Cinisi, mercoledì 8 maggio, in occasione della manifestazione organizzata in memoria di Peppino Impastato. All’iniziativa erano presenti anche Giovanni Impastato, fratello di Peppino, Salvatore Palazzolo, Sindaco di Cinisi, Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Presidente del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana e Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato. A moderare Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. Dopo i saluti introduttivi del Sindaco di Cinisi, ha preso la parola Giovanni Impastato, Presidente Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, che ha spiegato come oggi amministrare e far rispettare la legalità in certi territori sia diventato veramente difficile ma che iniziative come queste dimostrano che viviamo in un Paese che ha ancora voglia di lottare e di cambiare. “Per questo - ha concluso Impastato - voglio subito rinnovare il mio invito ad Avviso Pubblico e lanciare nuovamente per il prossimo anno questo importante evento. Dobbiamo fare memoria, perché provare a cancellare la storia di un Paese è un crimine e noi non dobbiamo permettere che questo possa avvenire”. A seguire Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato, ha dichiarato: “Il vero problema è che in Italia la lotta alle mafie e alla corruzione non è ancora un punto prioritario dell’agenda politica e di governo”. “Nel nostro Paese la buona politica è spesso un’eccezione che si inscrive dentro la pratica della resistenza. Occorre quindi rendere progettuale questa rete di resistenza che associazioni come Avviso Pubblico hanno creato e portano avanti e favorire quanto più possibile queste forme di associazionismo”. Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Presidente del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana, ha concluso dicendo: “Il recente Protocollo d’intesa tra il FISU, Avviso Pubblico e l’Anci, cercherà di fare in modo che gli enti locali abbiano gli strumenti necessari per prevenire e contrastare la criminalità organizzata e i loro effetti sulla convivenza civile e sulla vivibilità”. “Anche i cittadini però devono sentirsi parte integrante della gestione complessiva della cosa pubblica e percepire i temi della sicurezza urbana come un problema comune. Solo così possiamo migliorare la vita quotidiana dei nostri territori.” (comunicato stampa Avviso Pubblico) Scarica il comunicato stampa Secondo il Rapporto, il numero delle minacce e delle intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e del personale della pubblica amministrazione è aumentato del 27 per cento rispetto al periodo 2010/2011, passando da 212 a 270 casi, e il 2012 è stato l'anno in cui si e' registrato il record negativo dei Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, ben 25. Gli atti intimidatori non si registrano soltanto nel Mezzogiorno, dove si conta il maggior numero dei casi – prosegue il rapporto di Avviso pubblico - ma anche nelle regioni centro - settentrionali, tra cui Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli e Trentino. Le minacce nei confronti degli amministratori locali sono sia dirette, contro le persone (nell'87 per cento), che indirette, verso strutture e mezzi comunali (33 per cento). Oltre ai Comuni sciolti 3 volte, come Casal di Principe, molti sono gli enti sciolti per la seconda volta.



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