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Bambini migranti e istruzione

Sulla base di dati internazionali e nazionali si constata che molti bambini migranti nell'Unione europea si trovano in una situazione di svantaggio educativo rispetto ai bambini autoctoni: la dispersione scolastica è più comune tra di essi e i tassi d'iscrizione all'istruzione superiore sono più bassi. Fatto ancora più preoccupante, in alcuni paesi i ragazzi di seconda generazione provenienti da un contesto migratorio hanno una resa scolastica inferiore a quella della prima generazione. Ciò indica che il gap sociale può allargarsi col tempo. Contemporaneamente, vi sono chiari segnali di una crescente tendenza a una segregazione lungo linee socioeconomiche poiché i genitori in situazione sociale avvantaggiata tendono a ritirare i loro figli dalle scuole in cui vi è un gran numero di allievi migranti. Col tempo le disparità tra le scuole tendono ad aumentare. Un Libro verde adottato dalla Commissione apre il dibattito sul modo in cui le politiche dell'istruzione possono affrontare al meglio le sfide poste dall'immigrazione e dai flussi di mobilità all'interno dell'UE. Il Libro verde fa una breve rassegna delle politiche e delle strategie suscettibili di migliorare la riuscita scolastica degli allievi migranti. Esso indica come i sistemi che attribuiscono un'elevata priorità all'equità nell'istruzione siano anche quelli più efficaci per quanto concerne l'integrazione degli allievi migranti. Tra le misure politiche che appaiono particolarmente utili per affrontare la problematica vi sono l'istruzione prescolastica, l'apprendimento delle lingue, attività di sostegno quali l'inquadramento e il tutorato, l'istruzione interculturale nonché i partenariati con le famiglie e le comunità. Il fatto di evitare la segregazione e di desegregare le scuole "ghetto" appare essere la premessa essenziale per garantire effettive pari opportunità agli allievi migranti. A tal fine è fondamentale assicurare elevati standard qualitativi in tutte le scuole, soprattutto per quanto concerne gli aspetti dell'insegnamento e della direzione. Si devono definire e attuare strategie a livello nazionale o regionale ma può anche essere utile uno scambio di vedute tra pari a livello europeo. Il Libro verde intende incoraggiare tali scambi per capire come meglio affrontare queste sfide a tutti i livelli e si chiede anche in che modo l'UE potrebbe aiutare in futuro gli Stati membri a formulare le loro politiche educative in questo ambito. Il Libro verde esamina inoltre il futuro della direttiva 77/486/CEE del 1977 relativa alla formazione scolastica dei figli dei lavoratori migranti, la cui attuazione ha lasciato un po' a desiderare. Le parti interessate sono invitate a trasmettere entro il 31 dicembre 2008 i loro punti di vista sulle sfide politiche e sulle risposte da darvi nonché sul ruolo eventuale dell'Unione europea a sostegno degli Stati membri. La Commissione europea analizzerà i risultati della consultazione e pubblicherà le proprie conclusioni all'inizio del 2009.



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