Data: 09 giu 2014

L'acronimo  BPR sta per Business Process Reengineering (Reingegnerizzazione dei processi aziendali), una tecnica di intervento organizzativo divenuta popolare dopo la pubblicazione da parte di Michael Hammer sulla Harvard Business Review, di un articolo dal titolo "Reengineering Work: Don't Automate, Obliterate" in cui sosteneva che la sfida maggiore per coloro che gestiscono un'azienda è quello di annullare forme di organizzazione dl lavoro che non producono valore aggiunto piuttosto che usare la tecnologia per automatizzarle.

Come "filosofia" che propone cambiamenti radicali essa si contrappone all'idea del miglioramento continuo, per piccoli passi (il kaizen), nata nel contesto giapponese e  promossa dal movimento del Total Quality Management.

Nella PA italiana  la filosofia ha iniziato ad essere conosciuta con la implementazione della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione 1 .
La reingegnerizzazione dei processi è una specifica modalità di cambiamento organizzativo caratterizzata schematicamente dai seguenti elementi:

  • interviene su uno o più processi di servizio tra loro correlati;
  • è guidata dagli obiettivi strategici dell'organizzazione;
  • non è vincolata, nell'individuazione delle nuove soluzioni, dalla situazione esistente ma mira ad un cambiamento radicale che assicuri un "salto" nei risultati;
  • opera in maniera integrata su tutte le componenti del processo;
  • vede le tecnologie come "fattore abilitante" di un cambiamento complessivo;
  • i risultati sono verificati attraverso un sistema di metriche.

Sono state proposte specifiche metodologie per l'applicazione del BPR ai processi chiave di una organizzazione: esse generalmente partono dal descrivere il processo così come è attualmente (situazione “as is” ) e dall'ipotizzare il processo come si vuole diventi dopo la reingegnerizzazione (situazione “to be” ), per indicare poi gli step che occorre percorrere per implementare il cambiamento.




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