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C2180 – Sicurezza pubblica: sì con fiducia

Con 255 voti contrari e 297 voti favorevoli, la Camera ha approvato il ddl in materia di sicurezza pubblica, ora trasmesso nuovamente al Senato. Questi gli esiti dei tre voti di fiducia: emendamento 1.1000 – 316 sì e 258 no; emendamento 2.1000 – 315 si e 247 no; emendamento 3.1000 – 315 sì e 237 no. I tre emendamenti sostituiscono l'articolato del disegno di legge. La Camera ha approvato un unico ordine del giorno con l’impegno del Governo a promuovere il coinvolgimento dell'Unione europea nell'organizzazione del sistema d'asilo. In sede di voto finale, si è astenuto il gruppo Misto –Min.ling. Per Brugger il provvedimento, pur recando norme di carattere propagandistico, potrebbe favorire il pieno rispetto della legalità nel Paese. Sottolineata, quindi, la necessità di gestire in modo efficace il fenomeno dell'immigrazione regolare e, nel contempo, di contrastare il flusso dei migranti clandestini, lamenta il reiterato ricorso alla questione di fiducia da parte del Governo. Favorevole invece il Misto-RRP, che tramite Nucara ha espresso apprezzamento per la formazione di una nuova componente politica nell'ambito del gruppo Misto. Favorevole anche la componente MPA del Misto, che però reputa necessario un approccio più efficiente ed efficace alle problematiche inerenti la difesa delle frontiere e l'integrazione dei migranti, anche attraverso un più incisivo coinvolgimento delle autorità comunitarie. L’opposizione ha confermato tutte le perplessità già emerse durante i voti di fiducia. Di Pietro (IdV) ha lamentato il carattere esclusivamente propagandistico delle norme in materia di sicurezza pubblica nonché l'inadeguatezza delle risorse stanziate per far fronte alle esigenze del sistema giudiziario e delle Forze dell'ordine. Evidenziata anche la necessità di una riforma organica della giustizia incentrata sulla certezza del diritto e della pena. Nel precisare che il suo gruppo è fermamente convinto della necessità di un più incisivo contrasto all'immigrazione clandestina, Di Pietro ha denunciato la “sostanziale disumanità” della politica di respingimento alle frontiere, attuata da un Governo che sta assumendo “atteggiamenti di stampo razzista, xenofobo e fascista”. Fortemente critico anche il giudizio di Casini (UdC) segnatamente sul reato di immigrazione clandestina e sulle cosiddette ronde, giudicate una “inaccettabile abdicazione dello Stato dal suo ruolo istituzionale di garante della sicurezza dei cittadini”. Reputata al contrario opportuna l'adozione di più efficaci iniziative volte all'integrazione dei migranti che rischiano di entrare nei circuiti dell'illegalità. Franceschini (PD) ha giudicato “fallimentare” il bilancio dell'attività svolta negli ultimi anni dagli Esecutivi di centrodestra in materia di sicurezza e contrasto dell'immigrazione clandestina, manifestando riprovazione per la deleteria riduzione delle risorse destinate alle Forze dell'ordine. Ribadita la disponibilità della sua parte politica ad un fermo contrasto della immigrazione clandestina, ha lamentato il taglio delle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo ed il mancato accoglimento delle istanze provenienti dalla società civile e dalla Chiesa cattolica. La maggioranza, al contrario, ha respinto le accuse di demagogia parlando, Cota (LNP), di misure efficaci. L'introduzione del reato di immigrazione clandestina, unitamente al prolungamento dei tempi di permanenza nei centri di identificazione ed espulsione, permetterà di agevolare il processo di espulsione dei migranti irregolari, fungendo nel contempo da deterrente nei confronti di tale fenomeno. Sottolineato che alle cosiddette ronde hanno fatto ricorso anche amministratori locali non di centrodestra, ha ricordato l'apprezzabile azione svolta dal Ministro Maroni relativamente al contrasto alla criminalità organizzata nonché al coinvolgimento dell'Unione europea nelle politiche dell'immigrazione. Infine Cicchitto (PdL) ha sottolineato che il ddl si inserisce in una strategia del Governo volta a soddisfare l'esigenza dei cittadini di maggiore sicurezza, fortemente compromessa dalle politiche attuate dal centrosinistra, spesso dimentico delle esigenze delle fasce più indifese della popolazione.



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