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Camera – Bozza decreto IMU enti non commerciali: interrogazione

La bozza del cosiddetto decreto IMU per gli enti non commerciali schiera un parametro inedito, quello del costo medio per studente; per avere un parametro più oggettivo, le bozze del nuovo decreto prevedono il confronto tra il corrispettivo medio per studente dell’ente non commerciale e «il costo medio per studente» della scuola pubblica statale, un dato che il MIUR colloca sopra i 7.600,00 euro annui http://statistica.miur.it/ustat/Statistiche/internazionale indic2.asp. In tale valore non sono stati conteggiati i finanziamenti degli enti pubblici locali a favore della scuola pubblica statale; pertanto, nel caso in cui l’ammontare medio dei corrispettivi richiesti agli studenti o alle loro famiglie si collochi al di sotto del corrispondente costo medio per studente individuato dal Ministero dell’istruzione, si deve ritenere che l’attività didattica venga svolta con modalità non commerciali e, quindi, non sia assoggettabile ad imposizione; questo parametro si pone come novità assoluta e come necessità in vista del processo di riconoscimento del diritto della famiglia, in conformità alla Costituzione della Repubblica Italiana, alla Carta dei Diritti Umani, ai principi enunciati dall’Unione europea. Ciò premesso, il deputato Centemero (FI-PdL) si è rivolto al Ministro dell’istruzione per sapere se non intenda portare a compimento la bozza di decreto, un primo passo per definire la tassazione IMU/TASI nella prospettiva che si prosegua questa azione di grande civiltà per giungere a rendere possibile anche per l’Italia (unica grave eccezione in Europa insieme alla Grecia), in modo definitivo, il «punto di non ritorno» rispetto all’istruzione pubblica: la buona scuola pubblica è statale e paritaria. In modo che la famiglia arrivi ad esercitare il proprio diritto di scelta senza vincoli economici, in quanto già è contribuente del fisco e l’interazione tra scuole pubbliche statali e pubbliche paritarie possa portare ad una seria definizione delle rispettive missioni e dei rispettivi piani dell’offerta formativa, a tutto vantaggio del diritto di scelta delle famiglie, della crescita educativa dei singoli e pertanto della società.



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