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Camera – Convenzioni Consip e opzioni Comuni: interrogazione

Il decreto-legge n. 95/2012, all'articolo 1, comma 7, ha sancito l'obbligo per le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della PA a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta, di ricorrere alle convenzioni quadro agli accordi quadro messi a disposizione da Consip s.p.a. e dalle centrali di acquisto regionali di riferimento, ovvero di esperire proprie autonome procedure nel rispetto, della normativa vigente, utilizzando i sistemi telematici di negoziazione sul mercato elettronico e sul sistema dinamico di acquisizione messi a disposizione dai soggetti sopra indicati, per gli approvvigionamenti di energia elettrica, gas, carburanti, combustibili per riscaldamento e telefonia; il medesimo comma, tuttavia, faceva salva la possibilità di procedere ad affidamenti, nelle medesime categorie merceologiche, anche al di fuori delle predette modalità, a condizione che gli stessi conseguano ad approvvigionamenti da altre centrali di committenza o a procedure di evidenza pubblica e che prevedano corrispettivi inferiori di almeno il tre per cento rispetto a quelli indicati nelle convenzioni e accordi quadro messi a disposizione dalla Consip e dalle centrali di committenza regionale; tale eccezione faceva salva la possibilità per i comuni di avvalersi dell'opzione di acquisto dei carburanti per il proprio parco mezzi al di fuori della convenzione Consip, purché l'acquisto comportasse un risparmio nella misura citata; con la legge di bilancio per l'anno in corso è stata cancellata, a decorrere dal 1° gennaio 2017, e per l'intero triennio 2017-2019, tale deroga, imponendo, invece, ai comuni di far rifornimento esclusivamente nei distributori con il marchio indicato da Consip. Considerato che detta ultima disposizione nella sua applicazione concreta renderà molto più costoso per tanti comuni l'approvvigionamento di carburante, Meloni (FDI-AN) ha depositato in Commissione finanze della Camera un’interrogazione con cui si chiede al Ministro dell’economia di ripristinare la predetta deroga.



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