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Camera – D.l. n. 14/2017 – Sicurezza città: esame

Le Commissioni riunite affari costituzionali e giustizia della Camera hanno avviato l’esame del decreto-legge sulla sicurezza delle città (C4310). Il provvedimento, che definisce la sicurezza urbana quale bene pubblico afferente alla vivibilità e al decoro delle città, in primo luogo, provvede a realizzare un modello di governance trasversale e integrato tra i diversi livelli di governo, attraverso la sottoscrizione di appositi accordi tra Stato e Regioni e l’introduzione di patti con gli enti locali. In secondo luogo, interviene, prevalentemente sull’apparato sanzionatorio ammnistrativo, al fine di prevenire fenomeni che incidono negativamente sulla sicurezza e il decoro delle città, anche in relazione all’esigenza di garantire la libera accessibilità degli spazi pubblici, prevedendo, tra l’altro, la possibilità di imporre il divieto di frequentazione di determinati pubblici esercizi e aree urbane a soggetti condannati per reati di particolare allarme sociale. Il provvedimento introduce, inoltre, misure incentivanti nei confronti delle regioni per l’implementazione del numero unico europeo 112. Avviando un breve ciclo di audizioni le Commissioni hanno ascoltato i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati e dell'Unione delle Camere penali italiane, dell'ANCI, di enti, di associazioni ed esperti e di rappresentanti di organizzazioni sindacali (SIAP-Polizia). (Video seduta) ANCI: “L’Anci condivide il testo del decreto, che nasce dalla collaborazione con il governo e che inserisce i sindaci come attori principali nelle azioni di sicurezza urbana. Tuttavia, in sede di conversione, auspichiamo interventi su ruoli e funzioni delle polizie locali, sulla trasformazione in reato di alcune tipologie di sanzioni amministrative, ad esempio per i parcheggiatori abusivi, e soprattutto sullo sblocco del turn over al 75% anche per il personale che si occupa di sicurezza urbana”. Così il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “Con questo decreto – ha detto Decaro – i sindaci non saranno più ospiti del comitato sull’ordine e la sicurezza ma potranno individuare, da attori principali e insieme alle prefetture, le azioni da mettere in campo per la sicurezza nelle nostre città. Inoltre, nei regolamenti comunali, i sindaci potranno i sindaci prevedere il Daspo urbano per la reiterazione di alcune fattispecie di reati con poteri di ordinanza che non saranno legati solo a questioni contingibili e urgenti”. Il presidente Decaro ha chiesto poi soluzione anche sul tema delle banche dati. “Se oggi un agente di polizia locale ferma una persona non può sapere se si trova davanti ad un pregiudicato, non potendo usufruire dello screening a cui possono accedere le forze dell’ordine. E anche per banche dati come quelle dell’Aci la consultazione è a pagamento anche solo per verificare la targa di un’automobile”. Ribadendo poi la richiesta dello sblocco del turn over anche per la polizia locale, Decaro ha ricordato come “la curva per la spesa sul personale dei Comuni è da tempo in forte discesa, serve quindi riequilibrarla dando la possibilità di assumere personale da dedicare al controllo del territorio”. Decaro ha ricordato un altro tema delicato: quello dei parcheggiatori abusivi. “Si tratta di un fenomeno che sfocia in vere e proprie estorsioni, comandate soprattutto nelle grandi città da clan malavitosi. In questo caso la sanzione amministrativa è per nulla un deterrente: serve quindi, in casi di reiterazione, convertire la sanzione in vero e proprio reato penale” ha commentato Decaro. Per il sindaco di Ascoli Piceno e delegato alla Finanza locale, Guido Castelli, occorre evitare un’attribuzione di poteri e la conseguente indisponibilità di mezzi e attribuzioni finanziarie. La finanza locale impatta non poco su un tema solo apparentemente di sicurezza, ha detto Castelli. “Penso alle banche dati della motorizzazione o agli straordinari da riconoscere agli agenti che i sindaci mandano per prevenire la contraffazione. Per questo chiediamo risorse adeguate e lo sblocco del turn over”. Castelli ha poi rimarcato come sia necessaria anche “una vera e propria riforma del ruolo e delle funzioni delle municipali, di cui si parlava tempo fa ma che non è stata più affrontata”. Per il sindaco di Napoli, vicepresidente Anci e delegato alla Sicurezza, Luigi de Magistris, i sindaci oltre alle maggiori responsabilità devono avere i conseguenti poteri adeguati “altrimenti si rischia una norma troppo ampia e generica”. Il potere di ordinanza va utilizzato nel giusto modo, non solo in maniera repressiva ma come strumento di rigenerazione urbana e per favorire il decoro e la qualità della vita nelle città. Anche il primo cittadino di Napoli ha rimarcato la necessità di rivedere il ruolo delle polizie locali perché “se i sindaci devono essere protagonisti e responsabilizzati anche la polizia locale deve esserlo e deve quindi entrare a far parte del comparto sicurezza dello Stato. Dobbiamo responsabilizzare i cittadini a prendersi cura delle loro città – ha quindi concluso de Magistris – senza rincorrere un’onda sicuritaria generalizzata, ma puntando ad un vero recupero del territorio urbano degradato come abbiamo fatto in più casi a Napoli”. “Il decreto sicurezza ha un rilievo strategico nella vita del Paese. Si dà finalmente rango legislativo al concetto di sicurezza urbana e inoltre è un testo che è stato scritto e condiviso da tutti i sindaci di ogni colore politico”. Lo ha detto il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, durante l’audizione. “Non siamo e non vogliamo essere sindaci sceriffi – ha detto Bianco – essendo la sicurezza un tema di prefetti, questori e forze ordine. Vogliamo però concorrere a rendere più sicure le nostre comunità nella vita di ogni giorno”. Per far questo anche Bianco ha chiesto “di allargare il fronte, per prima cosa sulle polizie locali. A Catania quando ero sindaco nel 1988 c’erano 800 vigili urbani con un’età media di 37 anni. Oggi ce ne sono 300 con in media 57 anni. E’ indubbio che serva un ricambio generazionale per attività che non sono equiparabili a quelle di altri dipendenti comunali”. Anche il sindaco di Catania ha parlato delle sanzioni amministrative “che spesso sono totalmente inefficaci” e quindi “davanti alla reiterazione occorre un irrigidimento delle sanzioni, penso ai parcheggiatori abusivi ma anche all’accattonaggio molesto o al commercio ambulante che spesso sono al limite della vera e propria violenza fisica”.



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