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Camera – D.l. n. 14/2017 – Sicurezza città: le modifiche e i commenti

Le modifiche apportate al decreto-legge sulla sicurezza delle città dalle Commissioni riunite affari costituzionali e giustizia della Camera:
Art. 1 (Oggetto e definizione) – un nuovo comma 2-bis stabilisce che concorrono alla promozione della sicurezza integrata gli interventi per la riqualificazione urbana e per la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia finanziati con il fondo di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Art. 2 (Linee generali per la promozione della sicurezza integrata) – vengono dettagliati i settori di intervento delle attività di sicurezza: scambio informativo tra la Polizia locale e le Forze di polizia presenti sul territorio;  interconnessione, a livello territoriale, delle sale operative della polizia locale con le sale operative delle Forze di polizia e regolamentazione per l'utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica finalizzati al controllo delle aree e delle attività a rischio;  aggiornamento professionale integrato per operatori della polizia locale e delle Forze di polizia. Inoltre, le linee generali tengono conto della necessità di migliorare la qualità della vita e del territorio e di favorire l'inclusione sociale e la riqualificazione socio culturale delle aree interessate. 

Art. 3 (Strumenti di competenza dello Stato, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano) – si chiarisce che gli interventi di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale di competenza dello Stato sono finalizzati al loro rafforzamento nelle zone di disagio e di maggiore criticità.

Art. 4 (Definizione) - per sicurezza urbana si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione anche sociale e culturale e urbanistica e recupero delle aree o dei siti più degradati, l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.

Art. 5 (Patti per l'attuazione della sicurezza urbana) – si precisano i contenuti dei patti per la sicurezza urbana: prevenzione  e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi di prossimità, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado anche coinvolgendo, mediante appositi accordi, le reti territoriali di volontari, per la tutela e la salvaguardia dell'arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini, anche mediante l'installazione di sistemi di videosorveglianza; promozione del rispetto della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita, comprese l'occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici; promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l'ente locale nell'individuazione di aree urbane su cui insistono plessi scolastici e sedi universitarie, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura  o comunque interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela; promozione dell'inclusione, della protezione e della solidarietà sociale mediante azioni e progetti per l'eliminazione di fattori di marginalità, anche valorizzando la collaborazione con enti o associazioni operanti nel privato sociale, in coerenza con le finalità del piano nazionale per la lotta alla povertà e l'esclusione sociale. 
Si chiarisce poi che i patti sono sottoscritti tra il Prefetto e il Sindaco, anche tenendo conto di eventuali indicazioni o osservazioni, acquisite da associazioni di categorie comparativamente più rappresentative. 
Le spese di installazione di sistemi di videosorveglianza effettuate dai comuni non rilevano ai fini del patto di stabilità interno. Alla copertura dell'onore, valutato in 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, si provvede mediante apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia. 

Art. 8 (Modifiche TUEL) - Le ordinanze contingibili del sindaco possono essere adottate in relazione all'urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale, o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana; le limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche  non possono superare i trenta giorni (non più 60).

Art. 9 (Misure a tutela del decoro di particolari luoghi) – i regolamenti di polizia urbana a cui applicare le nuove sanzioni possono individuare aree urbane su cui insistono scuole, plessi scolastici e siti universitari, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura o comunque interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico.

Articolo 10 (Divieto di accesso) - Si aggiungono nuove norme relative ai casi in cui non si possa procedere immediatamente all’arresto in flagranza e si applicano le misure coercitive al di fuori dei limiti di pena previsti (comma 1-ter e 1-quater dell’art. 8 della legge n. 401/1989), precisando che esse hanno efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge fino al 30 giugno 2020. 

Ar. 12 (Disposizioni in materia di pubblici esercizi) - Ridotta la pena per chi vende alcoli a minori: la sospensione dell’attività non sarà di tre mesi ma da «da quindici giorni a tre mesi». 

Art. 12-bis. (Modifica art.  100 TU pubblica sicurezza) -  il questore può sospendere la licenza di un esercizio anche di vicinato nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata.

Art. 14 (Numero Unico Europeo 112) – i concorsi per le assunzioni che le regioni possono realizzare per le attività connesse al numero unico europeo 112 sono subordinati alla verifica dell'assenza di personale in mobilità o in esubero nell'ambito della medesima amministrazione con caratteristiche professionali adeguate alle mansioni richieste. 

ANCI: 10.3.2017 - Presidente Anci dopo le modifiche: "Così non va. Senza sanzioni provvedimenti inefficaci" - "Noi sindaci non possiamo essere soddisfatti delle modifiche approvate in commissione alla Camera al decreto legge sulla sicurezza urbana. Non viene introdotto il reato di estorsione da parcheggio abusivo, non si prevede l'incremento del turn over per la polizia municipale. Così rischiamo di non avere gli strumenti per applicare le nuove regole che potrebbero essere inefficaci". E' il commento del presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a proposito dell'iter di conversione in legge del decreto. "Pur apprezzando la previsione di una maggiore collaborazione tra polizie locali e statale, l'introduzione di una possibilità di accordo con le reti territoriali di volontari, l'estensione del daspo anche ai parcheggiatori abusivi, una maggiore efficacia delle misure per il divieto di vendita e somministrazione degli alcolici - conclude Decaro - non possiamo dirci soddisfatti se la violazione delle ordinanze o degli ordini del questore risultano non sanzionabili dal punto di vista penale. Così non basta".

Dopo le modifiche approvate dalle Commissioni anche i Comandanti delle Polizie Locali hanno avanzato le loro richieste. Accogliere le proposte dell’Anci sulla modifica della legge sulla polizia municipale; adeguare la pianta organica delle polizie locali, a fronte delle nuove esigenze; reintrodurre l’istituto dell’equo indennizzo; consentire l’utilizzo, anche alle Polizie locali, delle banche dati interforze. E’ quanto chiedono a Governo e Parlamento i Comandanti delle Polizie locali delle città metropolitane, che si sono riuniti in Anci per redigere una lettera aperta indirizzata al presidente del Senato Pietro Grasso, alla presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al ministro dell’Interno Marco Minniti.
Premettendo di aver “accolto con favore l’emanazione del decreto legge in materia di sicurezza urbana”, i comandanti chiedono però che vengano loro forniti “gli strumenti necessari per attuare fattivamente quanto previsto dal decreto e per fornire ai nostri operatori pari condizioni e garanzie riservate a chi indossa una divisa e contribuisce quotidianamente a garantire la civile convivenza tra le persone”. “Nelle città metropolitane e nei grandi centri urbani, da molti anni, le polizie locali contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dei servizi di sicurezza sul territorio al pari delle forze di polizia dello Stato, partecipano ai tavoli prefettizi, effettuano servizi interforze, svolgono la propria attività negli uffici delle procure di tutta Italia. Alcuni compiti che nel passato erano di esclusiva competenza delle altre forze di polizia dello Stato – si legge ancora nella missiva - oggi sono svolti con risultati di ottimo livello dalle polizie locali, che intervengono nei casi di reati predatori, reati contro donne e minori, abusivismo e contraffazione commerciale, contrasto alla prostituzione di strada, spaccio di sostanze stupefacenti, pirateria e sicurezza stradale, videosorveglianza, evasione di tributi locali.  Per non parlare delle attività strumentali e di supporto al corretto esercizio dei servizi di ordine pubblico, erogati dai nostri operatori in occasione di manifestazioni, di eventi sportivi, di grandi eventi internazionali, delle scorte di personalità”.
Da qui le richieste dei comandanti perché, conclude la lettera, “se i 60 mila operatori delle polizie locali costituiscono parte integrante del sistema finalizzato a garantire la sicurezza dei nostri concittadini, è indispensabile che il governo e il Parlamento adottino azioni concrete”. 
La missiva reca la firma dei Comandanti delle polizie locali Sergio Abbate (Trieste), Marco Agostini (Venezia), Antonio Barbato (Milano), Mario Delogu (Cagliari), Ciro Esposito (Napoli), Alberto Gregnanini (Torino), Marco Maccioni (Firenze), Nicola Marzulli (Bari), Vincenzo Messina (Palermo), Romano Mignani (Bologna), Diego Porta (Roma Capitale), Giacomo Tinella (Genova).




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