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Camera – Immigrazione clandestina: risposta interrogazione

Secondo Meloni (FdI-AN), da Presidente di turno dell'Unione europea, il Presidente Renzi non avrebbe fatto assolutamente niente per rivedere quegli Accordi di Dublino in forza dei quali si sostiene che un immigrato richiedente asilo deve essere accolto nella prima nazione dell'Unione europea nella quale arriva, ma non può girare liberamente negli altri 27 Paesi dell'Unione e quindi i costi dell'accoglienza sono interamente a carico del primo Paese. Renzi ha sottolineato che il regolamento di Dublino è stato firmato da Scajola e da Maroni mentre il Governo attuale ha ottenuto che sui processi di gestione dell'immigrazione vi fosse un maggiore impegno europeo, bloccando quell'atteggiamento che lasciava soltanto in capo all’Italia, con Mare Nostrum, la gestione dell'immigrazione. “Naturalmente si può sempre fare di più e meglio. Certo, sarebbe stato più agevole farlo in passato”, ha chiosato Renzi. Nella replica, Meloni ha dato atto che la prima stesura degli Accordi di Dublino risale a Governi precedenti, mentre l'ultima firma sulla revisione degli Accordi di Dublino, cioè Dublino III, porta la firma del Ministro dell'interno, Alfano. Quindi, il Governo ha avuto l'occasione di modificare quegli Accordi in questi ultimi mesi e ha preferito non farlo. L'immigrazione incontrollata non incide sulle fasce alte della popolazione, ha commentato Meloni, “ma incide sulle fasce deboli, incide sulle migliaia di disperati italiani che voi fate finta di non vedere, incide sui cittadini di Tor Sapienza, sui malati di Alzheimer, ai quali chiudete i centri per convertirli in centri d'accoglienza agli immigrati, su quelli che non potranno accedere a una casa popolare”.



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