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Camera – IMU enti non commerciali: risposta interpellanza

In merito alla possibilità di una revisione della normativa IMU relativamente agli enti non commerciali e del modello di tassazione previsto, sollevata dall'interpellanza urgente Beni (PD), alla Camera è intervenuto il viceministro Casero secondo cui, con la decisione del 19 dicembre 2012, la Commissione europea, con riferimento all'esenzione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, si è pronunciata in materia di IMU, riconoscendo che: «l'esenzione dall'IMU, concessa ad enti non commerciali che svolgono negli immobili esclusivamente le attività elencate all'articolo 7, primo comma, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del Trattato». Secondo la Commissione, le disposizioni concernenti l'applicazione all'IMU dell'esenzione in parola esprimono in modo chiaro che detta esenzione può essere garantita solo se negli immobili considerati non vengono svolte attività commerciali. Per determinare il carattere non economico di un'attività, ai sensi della giurisprudenza dell'Unione, occorre esaminare la natura, lo scopo e le norme che regolano tale attività. Il fatto che alcune attività possano essere qualificate come «sociali» non basta ad escluderne la natura economica. In base a tale disposizione, le attività istituzionali sono considerate svolte con modalità non commerciali quando: sono prive di scopo di lucro; per loro natura, conformemente al diritto dell'Unione europea, non si pongono in concorrenza con altri operatori del mercato che perseguono uno scopo di lucro; costituiscono espressione dei principi di solidarietà e sussidiarietà. In occasione della predisposizione dell'apposito modello di dichiarazione IMU per gli enti non commerciali, il Dipartimento delle finanze ha elaborato, in maniera approfondita e dettagliata, le relative istruzioni, anche in collaborazione con le parti interessate, al fine di assicurare una corretta applicazione delle regole dirette al calcolo del beneficio in questione. Casero ha ricordato che in sede di discussione della delega fiscale, sia alla Camera che al Senato, c’è stato un preciso impegno del Governo ad intervenire complessivamente sulla valutazione e ridefinizione della tassazione degli enti no profit, tenendo conto delle disposizioni comunitarie.



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