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Camera - Metro C Roma: risposta interrogazioni

Con le interrogazioni Miccoli (PD) e Di Stefano (PD) si sollecita il Governo a chiarire lo status dei lavori della Metropolitana C di Roma. In Commissione trasporti della Camera, il sottosegretario Del Basso De Caro ha rilevato che a, seguito delle criticità derivanti dal blocco dei cantieri da parte del contraente generale Metro C, nel dicembre 2015 è stato attivato presso il Ministero delle infrastrutture un Tavolo tecnico di coordinamento tra il Ministero stesso, il Ministero dei beni culturali, Roma Capitale, regione Lazio e la stazione appaltante Società Roma Metropolitane per valutare le problematiche connesse al completamento della linea metropolitana C e consentire la riattivazione dei cantieri. Nell'ambito del Tavolo tecnico le tematiche affrontate hanno riguardato: i pagamenti al contraente generale in relazione allo stato di avanzamento dei lavori già in essere; la verifica della sussistenza della copertura finanziaria delle opere già contrattualizzate e la definizione di una diversa modalità di erogazione delle risorse da parte dei soggetti co-finanziatori in modo da accelerare i pagamenti; la programmazione dell’iter istruttorio per sottoporre all'approvazione del CIPE le varianti intervenute dopo la deliberazione n. 84/12, il quadro economico degli interventi contrattualizzati e la diverse modalità di erogazione dei contributi. Conseguentemente, la stazione appaltante ha proceduto a definire, con il contraente generale, le condizioni e le tempistiche per la riapertura dei cantieri e i pagamenti dello stato di avanzamento dei lavori. Per quanto comunicato nell'ultima seduta del Tavolo tecnico da Roma Metropolitane e dal comune di Roma, sarà il Consiglio di Amministrazione di Metro C a valutare la possibile ripresa dei lavori. Secondo il sottosegretario, la situazione è tale da richiedere ulteriori approfondimenti. Miccoli (PD) si è detto molto preoccupato per quanto sta accadendo in relazione alla realizzazione della Metro C di Roma. Il consorzio Metro C ha proceduto al licenziamento di più di cento lavoratori e la condotta di tale consorzio ha altresì comportato l'inattività di numerosi altri lavoratori dell'indotto. L'opera ha registrato costi di realizzazione assai più alti di quelli previsti, con una differenza pari a circa 1 miliardo di euro, anche in seguito alle numerosissime varianti presentate nel corso dei lavori. Anche gli arbitrati che sono stati posti in essere destano perplessità, essendo state riconosciute decine di milioni di euro per opere la cui realizzazione era già contenuta nei contratti preliminari. A tale riguardo, è opportuno che venga costituita una Commissione parlamentare d'inchiesta in ordine agli sprechi nella realizzazione di questa opera. Molto preoccupato anche Di Stefano (PD): recenti notizie di stampa rendono noto un accordo tra Roma metropolitane e il consorzio Metro C, che si era impegnato, tra l'altro, a riassumere i 109 lavoratori recentemente licenziati. Preoccupazione destano anche i flussi di traffico che si determineranno al momento in cui, nel mese di giugno, saranno messe in comunicazione la Metro A e la Metro C. Il presidente della regione Zingaretti ha manifestato l'intenzione di proseguire i lavori della metro C fino a piazzale Clodio; al riguardo il deputato si è detto perplesso circa la continuazione di un rapporto con il consorzio Metro C, stanti gli accadimenti passati. Infine, ha auspicato che venga costituito un tavolo che veda la partecipazione sia della regione Lazio sia del comune di Roma. (5-07768)



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