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Camera – Occupazioni abusive: risposta interrogazione

Il sottosegretario Del Basso de Caro ha risposto, in Commissione ambiente della Camera, all'interrogazione Bianchi (NCD) sulle occupazioni abusive di immobili e in particolare sull'articolo 5 del decreto-legge n. 47 del 2014, convertito nella legge n. 80 del 2014. Per il sottosegretario, il messaggio che il Governo ha voluto dare con l'articolo 5 è quello che indica un percorso di legalità per colpire le occupazioni abusive e fronteggiare una crisi acuta e drammatica quale è certamente quello dei bisogni abitativi delle fasce sociali più deboli. Nel testo originario, l'articolo 5 disponeva – con formulazione molto ampia – che, chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo, non può chiedere la residenza né l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge. In sede di conversione in legge, l’articolo è stato integrato: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli atti aventi ad oggetto l'allacciamento dei servizi di energia elettrica, di gas, di servizi idrici e della telefonia fissa, nelle forme della stipulazione, della volturazione, del rinnovo, sono nulli, e pertanto non possono essere stipulati o comunque adottati, qualora non riportino i dati identificativi del richiedente e il titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell'unità immobiliare in favore della quale si richiede l'allacciamento». È opinione del MIT che il Parlamento, in sede di conversione del decreto, per un verso abbia circoscritto la portata della innovazione normativa – valutando evidentemente come eccessiva la difficoltà di darne una piena attuazione estensiva – e, per altra parte, abbia inteso disciplinare le situazioni di abuso comunque accertate dopo l'entrata in vigore della norma (non a caso la disposizione in rassegna opera un esplicito riferimento non solo alle attività di stipulazione dei contratti di servizio, ma anche a quelle di volturazione e rinnovo delle utenze). In sintesi, il testo approvato dal Parlamento non solo opera un esplicito riferimento al futuro, stabilendo la sostanziale impossibilità di fruire dei cosiddetti «servizi domestici» per coloro che occupano abusivamente unità immobiliari, ma vale anche a perseguire quelle situazioni di abusiva occupazione comunque accertate dopo l'entrata in vigore della disposizione in parola. Nel merito il sottosegretario ha confermato che la norma non consente ai soggetti erogatori dei servizi esplicitamente elencati (energia elettrica, gas, servizi idrici e telefonia fissa) di stipulare, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione – e quindi a partire dal 24 maggio 2014 – nuovi contratti in assenza di un titolo documentale che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell'alloggio. Il soggetto somministrante che non rispettasse tale divieto agirebbe, pertanto, in difformità rispetto al dettato normativo, assumendosi ulteriormente l'alea della prestazione di un servizio senza la garanzia di un contratto valido. Infine ha evidenziato che il divieto introdotto con l'articolo 5 non si limita alla stipula di nuovi contratti, ma si estende anche alla volturazione e al rinnovo.



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