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Camera – Pdl 2305 - Mobilità ciclistica: esame

La Commissione trasporti della Camera ha iniziato l'esame della proposta di legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e per la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. Punto qualificante del progetto è rappresentato dalla previsione di un piano generale della mobilità ciclistica che deve costituire parte integrante del piano generale dei trasporti e deve essere adottato sulla base dei piani regionali della mobilità. Previsti anche un apposito piano regionale, nonché analoghi piani a livello di province, città metropolitane e comuni. Il piano deve contenere gli obiettivi annuali di sviluppo del trasporto ciclistico nei tre anni successivi e deve essere aggiornato annualmente. Il piano dovrà inoltre provvedere al riparto tra le regioni delle risorse del fondo nazionale per la mobilità ciclistica, istituito dalla legge n. 366 del 1998. All'interno del piano devono trovare collocazione anche gli interventi per la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica, da realizzarsi con il coordinamento di un nuovo Dipartimento da costituire presso il Ministero delle infrastrutture, chiamato ad approvare i progetti per la realizzazione della rete presentati dalle regioni, sulla base delle proposte di province e comuni. È previsto che nello svolgimento dei suoi compiti, il nuovo Dipartimento si avvalga anche di una commissione tecnica composta da rappresentanti dei ministeri interessati, delle regioni e da rappresentanti delle associazioni di categoria nei settori del turismo, del ciclismo e della protezione ambientale. Gli articoli 5, 6 e 7 intervengono in materia di programmazione della mobilità ciclistica da parte degli enti territoriali. Si prevede un apposito piano regionale, nonché analoghi piani a livello di province, città metropolitane e comuni. Questi ultimi dovranno essere elaborati come integrazione dei piani territoriale di coordinamento provinciale, dei piani urbanistici generali, dei piani urbani di mobilità e dei piani urbani del traffico, nonché del piano del traffico per la viabilità extraurbana. Gli articoli da 7 a 11 pongono invece in capo agli enti territoriali alcune concrete iniziative. L'articolo 7 dispone che sulla base dei rispettivi piani gli enti territoriali adottino programmi triennali per la mobilità ciclistica che comprendano tra le altre cose la ricognizione delle infrastrutture, gli interventi da avviare e le fonti di finanziamento. L'articolo 8 autorizza gli enti locali e gli enti gestori dei parchi ad adottare le iniziative necessarie, anche attraverso accordi di programma, per l'attuazione della legge ed incentiva i privati, attraverso intese con gli enti competenti, ad installare strutture attrezzate per l'integrazione del trasporto pubblico con la bicicletta. L'articolo 9 pone in capo alle province e alle città metropolitane il compito di elaborare un sistema informativo territoriale accessibile mediante Internet in materia di mobilità ciclistica, l'aggiornamento della segnaletica e il supporto ai comuni in materia di elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale con riferimento alla mobilità ciclistica. L'articolo 10 prevede che i comuni sede di stazioni ferroviarie, di autostazioni o di stazioni metropolitane prevedano, in prossimità di tali infrastrutture, la realizzazione di velostazioni. Si prevede inoltre che i comuni destinino allo sviluppo della mobilità sostenibile parte dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie e degli oneri di urbanizzazione loro spettanti. L'articolo 11 prevede che le regioni e le province autonome provvedano alla riqualificazione delle ferrovie dismesse o in disuso valorizzandone la vocazione ciclabile; a tal fine la proprietà del relativo sedime è trasferito a tali enti. L'articolo 12 estende alle autostrade e alle strade extraurbane principali di nuova costruzione ovvero oggetto di manutenzione le disposizioni attualmente previste dal codice della strada per le altre tipologie di strada volte ad agevolare la realizzazione di infrastrutture cicloviarie. L'articolo 13 prevede l'utilizzo prioritario per la realizzazione di itinerari ciclopedonali e di piste ciclabili, fatto salvo il rispetto della normativa vigente, degli argini dei fiumi, delle strade arginali e delle strade alzaie. L'articolo 14 prevede la copertura finanziaria, mentre l'articolo 15 prevede la possibilità di destinare all'attuazione dei programmi e degli interventi previsti dal provvedimento anche i proventi di sponsorizzazioni, i lasciti e le donazioni liberali finalizzati al finanziamento della mobilità ciclistica.



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