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Camera - Pdl 3113 - Norme elettorali: modifiche

La Commissione affari costituzionali della Camera sta modificando la pdl C3113 che interviene sul TU per l’elezione della Camera (DPR n. 361/1957) e sul TU per l’elezione degli organi delle Amministrazioni comunali, (DPR n. 570/1960). Né i presidenti né gli scrutatori possono ricoprire tale incarico per due volte consecutive presso la medesima sezione elettorale; devono essere in possesso dei seguenti requisiti: godimento dei diritti civili e politici; età non inferiore a diciotto e non superiore a settanta anni; titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria di secondo grado; Sono ampliate le categorie dei soggetti impossibilitati a ricoprire la carica di presidente di sezione, segretario e scrutatore, includendo anche coloro che sono stati condannati, anche in primo grado per reati di mafia o contro la pubblica amministrazione. Queste incompatibilità sono estese ai rappresentanti delle liste. Le cabine, rivolte verso il centro della sala dell'elezione, sono collocate in maniera da rimanere isolate e sono munite esclusivamente di un riparo frontale e laterale di dimensioni minime tali da assicurare la segretezza del voto, collocato in corrispondenza del ripiano ove avviene l'espressione del voto»; sono previste urne elettorali costituite da materiale semitrasparente, in modo da non poter verificare i voti espressi, ma al tempo stesso in grado di garantire che non ci siano schede prima dell'inizio delle votazioni. Gli scrutatori sono sorteggiati tra gli iscritti all'apposito albo, al pari del segretario della sezione elettorale che non può più essere nominato dal presidente dell'ufficio elettorale di sezione. Si prevede tra l’altro che tra il venticinquesimo e il ventesimo giorno antecedenti la data stabilita per la votazione, la Commissione elettorale comunale in pubblica adunanza, preannunziata dieci giorni prima con manifesto affisso nell'albo pretorio del comune, alla presenza dei rappresentanti di lista della prima sezione del comune, se designati, procede: al sorteggio, per ogni sezione elettorale di ogni comune, di un numero di nominativi iscritti all'albo degli scrutatori pari a quello occorrente; alla formazione, per sorteggio, di una graduatoria di nominativi iscritti nell'albo per sostituire, secondo l'ordine di estrazione, gli scrutatori sorteggiati in caso di eventuale rinuncia o impedimento; a riservare un numero pari alla metà, in favore dei disoccupati. Sarà un decreto del Ministro dell'Interno a definire le modalità atte ad assicurare, anche in collaborazione con gli uffici elettorali comunali, un'adeguata formazione on line e un costante aggiornamento, ai soggetti nominati componenti dei seggi elettorali sulle corrette procedure di spoglio, anche in relazione alla materia dello scambio elettorale. Dal 1° gennaio 2018 le sezioni elettorali dei comuni sono costituite indistintamente per iscritti di sesso maschile e femminile ed in modo che in ogni sezione il numero di iscritti non sia di regola superiore a 1.200, né inferiore a 700 (non più 500). Quando particolari condizioni di lontananza e viabilità rendono difficile l'esercizio del diritto elettorale, si possono costituire sezioni con numero di iscritti, di regola, non inferiore a 50. È fatto divieto di assunzioni di personale dipendente, a qualsiasi titolo, da parte delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società a partecipazione pubblica locale o regionale, totale o di controllo, durante i sessanta giorni antecedenti e successivi alle elezioni comunali o regionali, limitatamente ai comuni o alle regioni interessati». Sono introdotti due nuovi articoli che disciplinano la possibilità di voto per coloro che temporaneamente si trovano, per ragioni di studio o di lavoro, al di fuori del proprio comune di residenza. La norma che si introduce prevede la possibilità di esercitare il diritto di voto presso il tribunale competente per territorio in base al domicilio. Per i referendum gli elettori fuori sede possono dichiarare al comune di iscrizione elettorale, entro trenta giorni dalla data della consultazione, che intendono esercitare il proprio diritto di voto presso il comune in cui lavorano, studiano o sono in cura.



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