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Camera/Senato – Schema dlg - Valutazione performance: scheda

E’ all’attenzione del Parlamento, per i pareri di rito, lo schema di decreto legislativo volto a modificare il decreto legislativo n. 150/2009 c.d. “Riforma Brunetta”.
L’articolo 1 reca modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo n. 150 del 2009, in materia di principi generali sulla misurazione e la valutazione della performance. Con la prima modifica si stabilisce che ogni amministrazione pubblica, nelle attività di misurazione e valutazione della performance dell'amministrazione nel suo complesso e dei singoli dipendenti, è tenuta a seguire le modalità indicate nel decreto, nonché gli indirizzi impartiti, non più dall'ANAC, ma dal Dipartimento della funzione pubblica, cui sono state già trasferite le funzioni in materia. Si stabilisce che il rispetto delle disposizioni in materia, è non solo condizione necessaria per l'erogazione di premi legati alla performance, come previsto attualmente, ma rileva anche ai fini: delle componenti del trattamento retributivo legate alla performance; del riconoscimento delle progressioni economiche; dell'attribuzione di incarichi di responsabilità al personale; del conferimento degli incarichi dirigenziali. Inoltre, la valutazione negativa della performance rileva ai fini dell'accertamento della responsabilità dirigenziale e ai fini dell'irrogazione del licenziamento disciplinare per insufficiente rendimento, ai sensi del nuovo articolo 55-quater, comma 1, lettera f-quinquies), del testo unico delle disposizioni sul lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (la nuova lettera f-quinquies) citata è introdotta dallo schema di decreto legislativo in materia di pubblico impiego), il licenziamento in sede disciplinare è disposto in caso di insufficiente rendimento, dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza, e rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell'arco dell'ultimo triennio.

L'articolo 2 interviene sull'articolo 4 del decreto legislativo n. 150 del 2009, relativo al ciclo di gestione della performance. Con le modifiche introdotte si esplicita che le amministrazioni, nella prima fase di definizione degli obiettivi, debbono tener conto anche dei risultati conseguiti nell'anno precedente, come documentati e validati nella relazione annuale sulla performance. In secondo luogo, si prevede che i risultati della valutazione devono essere rendicontati ai competenti «organi di controllo interni ed esterni» e non agli «organi esterni». 

L'articolo 3 interviene sulla prima fase del ciclo di gestione della performance, aggiungendo due obiettivi da raggiungere: gli obiettivi generali, che rappresentano la novità, e gli obiettivi specifici di ciascuna amministrazione, conformi a quelli attualmente disciplinati dall'articolo 5. Gli obiettivi generali identificano le priorità strategiche delle pubbliche amministrazioni in relazione alle attività e ai servizi erogati, in coerenza con le priorità delle politiche pubbliche nazionali nel quadro del programma di Governo e con gli eventuali indirizzi adottati dal Presidente del Consiglio. Tali obiettivi sono individuati anche tenendo conto del comparto di contrattazione di appartenenza e in relazione anche al livello e alla qualità dei servizi da garantire ai cittadini. Tali obiettivi sono determinati con apposite linee guida adottate su base triennale con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per gli enti territoriali, il decreto è adottato previa intesa in sede di Conferenza unificata. Gli obiettivi specifici, di ogni pubblica amministrazione, sono individuati nel Piano della performance in coerenza con la direttiva annuale.  Viene specificato che gli obiettivi di bilancio sono indicati anche nei documenti programmatici «di cui alla normativa economica e finanziaria applicabile alle regioni e agli enti locali». Si stabilisce che ogni pubblica amministrazione programma e definisce i propri obiettivi, secondo i tempi stabiliti per l'adozione del Piano della performance, salvo procedere successivamente al loro aggiornamento. 
La novella introduce due nuovi commi, riguardanti gli enti territoriali: nel caso di gestione associata di funzioni da parte degli enti locali, su base volontaria ovvero obbligatoria, gli obiettivi specifici relativi all'espletamento di tali funzioni sono definiti unitariamente. Si specifica che nel caso di differimento del termine di adozione del bilancio di previsione degli enti territoriali, devono essere comunque definiti obiettivi specifici per consentire la continuità dell'azione amministrativa (nuovo comma 1-ter).  

L'articolo 4 modifica l'articolo 6 del decreto n. 150 del 2009, relativo al monitoraggio della performance: si trasferisce in capo agli organismi indipendenti di valutazione (OIV) il compito di verificare l'andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati nel periodo di riferimento, anche avvalendosi delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell'amministrazione. Agli OIV spetta inoltre segnalare, non solo ove necessario (come finora previsto) ma altresì qualora lo ritengano opportuno, interventi correttivi in corso di esercizio all'organo di indirizzo politico-amministrativo, anche in relazione al verificarsi di eventi imprevedibili tali da alterare l'assetto dell'organizzazione e delle risorse a disposizione dell'amministrazione. Le variazioni, verificatesi durante l'esercizio, degli obiettivi e degli indicatori della performance organizzativa e individuale sono inserite nella Relazione sulla performance e vengono valutate dall'OIV ai fini della sua validazione.

L'articolo 5 introduce alcune modifiche del sistema di misurazione e valutazione della performance: si richiede che ciascuna amministrazione adotti il proprio Sistema di misurazione e valutazione della performance previo parere vincolante dell'OIV. Le modifiche introdotte: eliminano ogni riferimento all'ANAC che non svolge più alcuna funzione in materia; confermano il ruolo volto dai; introducono la partecipazione dei cittadini e degli altri utenti finali alla valutazione della performance organizzativa dell'amministrazione. Inoltre, si stabilisce che il Sistema deve comunque prevedere: le procedure di conciliazione, a garanzia dei valutati, relative all'applicazione del sistema di misurazione e valutazione della performance e le modalità di raccordo e integrazione con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio. 

L’articolo 6 aggiunge un comma all’articolo 8 del D.Lgs. n. 150 del 2009, sugli ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa. La nuova disposizione attribuisce al Dipartimento della funzione pubblica il compito di predisporre appositi modelli per le valutazioni della performance organizzativa al fine di garantire una certa omogeneità tra le amministrazioni.

L'articolo 7 introduce alcune modifiche sugli ambiti di misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti. In particolare, la norma dispone che le modalità di misurazione e valutazione della performance individuale devono essere comunque indicate nel sistema adottato da ciascuna amministrazione e che, nella valutazione complessiva, deve essere attribuito un peso prevalente agli indicatori di performance relativi all'ambito organizzativo di diretta responsabilità. L'articolo prevede, inoltre, che la valutazione dei dirigenti di vertice è collegata al raggiungimento di specifici obiettivi, definiti nel contratto individuale e degli obiettivi individuati nella direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione, nonché nel Piano della performance. 

L'articolo 8, modifica i contenuti del Piano della performance e della Relazione sulla performance, principalmente al fine di coordinare l'adozione di tali documenti con il ciclo di programmazione economico-finanziario.

L'articolo 9 adegua l’articolo 12 al mutato assetto di competenze relativo ai soggetti che intervengono nel processo di misurazione e valutazione della performance, sostituendo il riferimento alla CIVIT.

L'articolo 10 contiene norme di coordinamento. 

L'articolo 11 introduce modifiche sugli organismi indipendenti di valutazione (OIV), stabilendo, tra l’altro, che l'organismo indipendente di valutazione è costituito, di norma, da tre componenti, attribuendo al Dipartimento per la funzione pubblica il compito di definire i criteri sulla base dei quali le amministrazioni possono istituire l'organismo in forma monocratica. Gli OIV possono formulare proposte e raccomandazioni ai vertici amministrativi; devono comunicare anche al Dipartimento per la funzione pubblica le eventuali criticità riscontrate; devono validare la relazione sulla performance solo a condizione che la stessa sia redatta in forma sintetica, chiara e di immediata comprensione ai cittadini e agli altri utenti finali; esercitano i compiti attribuiti, tenendo conto anche delle risultanze delle valutazioni realizzate con il coinvolgimento dei cittadini o degli altri utenti finali per i servizi rivolti, nonché, ove presenti, dei risultati prodotti dalle indagini svolte dalle agenzie esterne di valutazione e dei dati e delle elaborazioni fornite dall'amministrazione, nel rispetto delle modalità stabilite nel sistema della performance. Il Dipartimento per la funzione pubblica tiene e aggiorna l'Elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione e la nomina dell'organismo è effettuata dall'organo di indirizzo politico-amministrativo, tra gli iscritti all'elenco, previa procedura selettiva pubblica.

L'articolo 12 riguarda gli enti territoriali e quelli del Servizio sanitario nazionale. In particolare, la norma, per finalità di coordinamento, abroga il comma 1 dell'articolo 16 del decreto legislativo n. 150 del 2009, che prevede l'applicazione diretta agli enti territoriali delle disposizioni del decreto legislativo sulla trasparenza, soppresse a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 33 del 2013, che ha dettato la disciplina generale in materia. Infine, la norma conferma che le regioni, gli enti locali e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale adeguano i propri ordinamenti ai principi contenuti negli articoli 3 (principi generali), 4 (ciclo di gestione della performance), 5, comma 2 (caratteristiche degli obiettivi), 7 (sistema di misurazione e valutazione della performance), 9 (ambiti di misurazione e valutazione della performance individuale) e 15, comma 1 (obiettivi generali dell’ organo di indirizzo politico-amministrativo), del decreto legislativo n. 150 del 2009. 

L'articolo 13 introduce un nuovo sistema di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance: spetta al contratto collettivo nazionale, nell'ambito delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance, stabilire la quota delle risorse destinate a remunerare la performance, organizzativa e individuale, e fissare i criteri idonei a garantire che alla significativa diversificazione dei giudizi corrisponda una effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati.
Per i dirigenti, il criterio di attribuzione dei premi è applicato con riferimento alla retribuzione di risultato. La norma prevede, inoltre, la partecipazione dei cittadini e degli altri utenti finali al processo di misurazione delle performance organizzative, sia attraverso comunicazioni dirette all'OIV, sia attraverso i sistemi di rilevazione del grado di soddisfazione di cittadini e utenti che ciascuna amministrazione deve adottare. Si dispone la partecipazione anche degli utenti interni alle amministrazioni, in relazione ai servizi strumentali e di supporto, secondo modalità individuate dall'Organismo indipendente di valutazione. I risultati della rilevazione del grado di soddisfazione di cittadini e utenti sono pubblicati, con cadenza annuale, sul sito dell'amministrazione e sono valutati dall'OIV ai fini della valutazione della performance organizzativa dell'amministrazione e, in particolare, ai fini della validazione della Relazione sulla performance. 

Gli articoli 14, 15 e 16 adeguano la disciplina sul bonus annuale delle eccellenze, sulle progressioni economiche e sulle progressioni di carriera, in relazione ai nuovi criteri previsti per la differenziazione delle retribuzioni. In particolare, l'articolo 14 prevede che ogni amministrazione pubblica può attribuire un bonus annuale al quale concorre il personale, dirigenziale e non, cui è attribuita una valutazione di eccellenza. I successivi articoli 15 e 16, con riferimento alle progressioni, rispettivamente, economiche e di carriera, dispongono l'abrogazione dell'articolo 23, comma 3, e l'articolo 24, comma 3, del decreto legislativo n.  150 del 2009, che attualmente prevedono che la collocazione nella fascia di merito alta, per tre anni consecutivi, ovvero per cinque annualità anche non consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell'attribuzione delle medesime progressioni economiche e di carriera. 

L’articolo 17  interviene sui meccanismi di distribuzione delle risorse destinate alla remunerazione della performance presso le regioni, gli enti regionali, il Servizio sanitario nazionale e gli enti locali, prevedendo che tali enti adeguino i propri ordinamenti ai nuovi criteri previsti per la differenziazione delle retribuzioni e abrogando le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 31 del decreto legislativo n.150 del 2009 che, per taluni aspetti, si differenziavano rispetto alla disciplina generale prevista per le pubbliche amministrazioni statali.

Camera/Senato: Servizio Studi - dossier 388 (9 marzo 2017)



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