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Camera – Stipendi manager pubblici: risposta interrogazione

Sull’opportunità di limitare gli stipendi dei manager pubblici, avanzata dal deputato Guidesi (LNA) nel question time alla Camera, il Ministro Padoan ha ricordato che esistono diversi regimi relativi alla retribuzione per le società controllate non emittenti strumenti finanziari e quelle emittenti strumenti finanziari; i regimi sono diversi. Il primo regime riguarda 22 società: Invitalia, Anas, Arcus, CONI Servizi, Consap, Consip, ENAV, EUR, Invimit, Poligrafico, Luce, Lavoro, Mefop, RAI, RAM, Sogei, Sogesi, Sogin, Sose e Studiare sviluppo, a cui si applica il limite retributivo di 240 mila euro al lordo anche per i dipendenti. Per quanto riguarda le società emittenti strumenti finanziari, il compenso per l'amministratore delegato e il presidente del consiglio di amministrazione non può essere stabilito e corrisposto in misura superiore al 75 per cento del trattamento economico determinato nel corso del mandato antecedente al rinnovo. Nelle società direttamente o indirettamente controllate dalle pubbliche amministrazioni che emettono titoli azionari quotati nei mercati regolamentati, in sede di rinnovo degli organi di amministrazione, è sottoposta all'approvazione dell'assemblea degli azionisti una proposta in materia di remunerazione degli amministratori con deleghe di dette società e delle loro controllate conforme ai criteri precedenti. Tali disposizioni si applicano limitatamente al primo rinnovo dei consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore della disposizione. Tali riduzioni sono state applicate, ex lege, a Poste Italiane, Ferrovie dello Stato e Cassa depositi e prestiti, nonché, a seguito di specifiche assemblee degli azionisti, anche a ENEL, ENI e Finmeccanica. Dunque le società non quotate sottostanno al limite retributivo di 240 mila euro, ovvero a limiti inferiori, l'80 e il 50 per cento di tale ammontare, stabiliti dal decreto ministeriale n. 166 del 2013. Le altre società controllate dallo Stato ed emittenti strumenti finanziari quotati hanno ridotto, in occasione del loro ultimo rinnovo e in ottemperanza alle disposizioni che ho richiamato, il compenso agli amministratori con deleghe deliberate dai rispettivi consigli di amministrazione, almeno del 25 per cento rispetto a quelli definiti dal precedente mandato. Il risparmio di spesa non è stato quantificato e, in ogni caso, costituisce una riduzione dei costi della società e non un minore esborso per lo Stato, ha concluso il Ministro. Insoddisfatto, Guidesi ha fatto presente che l'amministratore delegato Francesco Caio in Poste, 100 per cento società a capitale pubblico, gode di una retribuzione di un milione duecentomila euro l'anno. Inoltre, il MEF non è in grado, o non ha ancora calcolato, quanto risparmio c’è stato, per le società o comunque per le misure conseguenti ai provvedimenti adottati rispetto agli stipendi di questi manager.



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