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Campi nomadi abusivi: risposta Maroni

In ordine ai risultati conseguiti dal Governo sulla questione dei campi nomadi abusivi ed alle iniziative in ambito comunitario per la revisione della disciplina della libera circolazione – su cui chiedeva chiarimenti l’on. Montagnoli (LNP) - il Ministro dell'interno, Maroni, ha ricordato che dal 2008 è stata creata una struttura per intervenire sull'emergenza dei campi nomadi. Sono stati individuati complessivamente 361 campi abusivi, nei quali è stata registrata la presenza di 16.355 persone, e sono stati disposti 2.657 provvedimenti di allontanamento. Il Governo ha stanziato 60 milioni di euro per la prima fase, cioè la chiusura dei campi nomadi abusivi, che è di competenza del Governo. La fase successiva è di competenza degli enti locali, che devono decidere se e come sistemare le persone che hanno diritto a restare. Il Ministro ha precisato che sono state scelte soluzioni diverse, nel Lazio, in Campania e in Lombardia, che il Governo può monitorare senza però poter intervenire. Maroni ha poi giudicato “lacunosa” la normativa europea: essa dispone le condizioni che consentono di risiedere stabilmente oltre i 90 giorni, ma non dà agli Stati membri alcuna sanzione per poter dare esecuzione alla violazione. Il Governo intende colmare questa lacuna, poiché non è possibile “non potere intervenire” per applicare la normativa UE. Considerato che questo è l'oggetto del contendere con la Commissione europea, il Ministro ha auspicato che l'unione possa fare la forza e si riesca a convincere la Commissione europea “che è giusto stabilire regole, ma agli Stati membri devono essere dati gli strumenti per attuarle”.



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