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Capacity building

Data: 02 nov 2012

Il termine è stato introdotto inizialmente nell'ambito di politiche messe in atto da organizzazioni governative o non governativi in favore di paesi in via di sviluppo per indicare il proposito di far crescere le capacità delle persone e delle istituzioni coinvolte in modo da  rendere tali politiche sostenibili nel tempo.
Nel 1991 l’UNDP (United Nations Development Programme) definiva capacity building (CB) come la creazione di un ambiente che favorisce, attraverso opportune strutture politiche e giuridiche, lo sviluppo istituzionale, che comprende la partecipazione della società, lo sviluppo delle risorse umane e il rafforzamento dei sistemi di gestione Per l’UNDP si tratta di un processo continuo e a lungo termine, al quale partecipano tutti gli stakeholder (amministrazioni centrali, autonomie locali, parti economiche e sociali, ONG. università e altri)
Il termine può essere utilizzato in senso più generale. In ambito europeo il CB ha guadagnato un posto di rilievo nelle politiche di coesione e sviluppo, come attesta la richiesta della Commissione Europea agli Stati membri di elaborare proprie strategie nazionali, valutando «sistematicamente in che misura una pubblica amministrazione più efficiente, responsabile e trasparente possa contribuire a migliorare la produttività», ed ha inoltre posto il CB al centro del processo di allargamento dell'Unione.
Nell'ambito della attuazione di politiche pubbliche parliamo di CB per indicar le scelte finalizzate a favorire la crescita del sistema di intervento, nelle sue componenti istituzionali, relazionali, professionali, gestendo cioè ogni programma come occasione di empowerment dei soggetti a diverso titolo coinvolti.




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