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Circolazione stradale e rilevamento infrazioni: risposta a interrogazione

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteoli, ha risposto all’interrogazione Peterlini (UdC) volta a sollecitare un intervento per uniformare la lettura dei rilevatori di velocità dei veicoli su tutto il territorio nazionale, verificando la funzionalità di tali strumenti elettronici, nonché chiarimenti sulle infrazioni comminate dai comuni. In primo luogo, il Ministro ha premesso che non risponde al vero che gli organi di controllo possano scegliere il tipo di infrazione da applicare e di conseguenza comminare sanzioni in maniera arbitraria. In ogni caso, qualora emergano comportamenti surrettizi, questi devono essere segnalati al Ministero dell’interno cui compete, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati. Per quanto riguarda l’impiego dei dispositivi di misura, l’organizzazione del servizio e la scelta dei punti da controllare rientrano nelle facoltà dell’organo di polizia stradale procedente. Sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e su particolari strade, possono essere impiegati dispositivi di rilevamento a distanza delle violazioni, il cui funzionamento può avvenire anche in assenza degli organi di polizia stradale. Si prevede che, nell’individuazione delle strade o tratti di esse, diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, su cui installare i dispositivi di rilevamento a distanza delle violazioni dei limiti di velocità, si deve tener conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, planoaltimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo dei veicoli senza pregiudizio per la sicurezza della circolazione, la fluidità del traffico e l’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. Detti criteri – ha proseguito il Ministro - sono stati peraltro chiaramente esplicitati nelle circolari emanate dal Ministero dell’interno, con prot. n. 300/A/1/54584/101/3/3/9 e prot. n. 300/A/1/54585/ 101/3/3/9 del 3 ottobre 2002. Inoltre, la circolare n. 1200 del 14 giugno 1979 e la direttiva del 24 ottobre 2000, emanate dall’allora Ministero dei lavori pubblici, hanno già fornito anche i criteri per l’imposizione dei limiti massimi di velocità localizzati. Per quanto concerne poi la funzionalità degli strumenti di misura della velocità dei veicoli, la sua verifica è già prevista dai costruttori nei manuali d’uso e manutenzione, alle cui prescrizioni devono attenersi gli organi di polizia stradale, a norma dell’articolo 4 del decreto ministeriale 29 ottobre 1997. Per i dispositivi destinati a funzionare anche in modalità automatica, in assenza degli organi di polizia stradale, è attualmente obbligatoria la taratura periodica, con cadenza annuale. A decorrere dal 4 agosto 2007 - ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b), del d.l. n. 117 del 2007, legge n. 160 del 2007, ogni postazione per il controllo della velocità deve essere ben visibile e presegnalata. A seguito di un’attività di intensa concertazione degli uffici del Ministero con il Ministero dell’interno, è stato predisposto un «Protocollo operativo per l’organizzazione delle attività di prevenzione del fenomeno infortunistico stradale mediante il controllo sul rispetto dei limiti di velocità». Congiuntamente, il disegno di legge C44 e abbinati, testo unificato recante disposizioni in materia di sicurezza stradale, prevede, tra l’altro, una disposizione ad hoc la quale prevede che agli enti locali sia consentita l’attivita` di accertamento strumentale delle violazioni al decreto legislativo n. 285 del 1992 soltanto «mediante strumenti di loro proprietà o da essi acquisiti con contratto di locazione finanziaria da utilizzare esclusivamente con l’impiego del personale dei corpi e dei servizi di polizia locale». .



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