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CISL: Il Decreto sul lavoro precario va sostenuto e ampliato

Data: 08 ott 2013

"Il Decreto contenente norme per il lavoro precario e per la possibile graduale immissione dei dipendenti a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni, attualmente in corso di esame nelle aule parlamentari, rappresenta una prima, ma non esaustiva risposta al problema, purché non sia stravolto nella versione originale. Le dichiarazioni circa l'opportunità di risolvere la problematica con l'utilizzo dei semplici contingenti del turn-over, di per sé sono insufficienti nel numero e a volte inapplicabili". Lo sostiene in una nota il Segretario confederale della Cisl Fulvio Giacomassi. "I lavoratori a tempo determinato, ingiustamente mortificati con proroghe dell'ultimo momento e quindi trattati come lavoratori "di serie B" - sottolinea- sono invece stati, in questi anni, l'unico possibile rimedio, nella quasi totalità dei casi, con cui si è potuto ovviare ad una erogazione di molte attività in termini di sportelli e servizi ai cittadini nonchéin comparti come la ricerca e l'universiità dovuta anche - ma non solo - al continuo depauperamento di risorse economiche e quindi assunzionali". "Deve essere interesse primario dello Stato non disperdere tale patrimonio professionale e perciò garantire ogni possibile forma di integrazione nei ruoli stabili delle pubbliche amministrazioni, con l'ovvio riguardo a procedure rigorosamente definite e con l'obiettivo di non avere più la proliferazione di tale fenomeno. Contiamo, quindi, che il Governo - conclude Giacomassi- possa sostenere fino in fondo il decreto, ampliando anzi i termini previsti".



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