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Cittadinanza attiva

Data: 13 mar 2015

Il termine "cittadinanza attiva" indica tanto il diritto dei cittadini a conoscere e controllare le politiche pubbliche, quanto la possibilità di partecipare direttamente alla loro progettazione e realizzazione.  Si tratta quindi della partecipazione dei cittadini e della loro organizzazioni autonome (associazioni) alla vita pubblica, contribuendo alle decisioni relative a questioni di interesse collettivo ed alla valorizzazione di beni comuni.
Le prassi messe in atto per favorire la cittadinanza attiva possono riguardare l'accesso alle informazioni, la possibilità di interlocuzione qualificata, la consultazione rispetto ai bisogni sociali, la valutazione delle alternative decisionali, le forme di dibattito pubblico 1 , sino alla costituzione e consolidamento di policy network 2 come forma di esercizio di sussidiarietà orizzontale.
L'uso dell'ICT offre notevoli possibilità (e diventa fattore abilitante) a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni (e-democracy).
Il ruolo positivo che può giocare la cittadinanza attiva ha trovato è sottolineato nell'ultimo comma dell' art. 118 della legge di riforma del titolo V della costituzione (l. Cost. 3/2001) che recita: “"Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà". 3

1 Secondo il modello francese del débat public

2 Si veda nel glossario presente sul portale Marcoaurelio la voce "Policy network"

3 Sulla portata innovativa di tale dettato costituzionale si veda G. Cotturi, La forza riformatrice della cittadinanza attiva, Carocci, Roma,  2013. Una recensione  del testo è consultabile sul portale Marcoaurelio




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