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CNEL: più attenzione alle pari opportunità fin dall'infanzia

Data: 07 apr 2009

E' stata presentata il 3 aprile, presso il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, il progetto "Piccoli uomini e piccole donne crescono", a cura di Maria Pasanisi, esperta in Politiche di genere. Il lavoro, promosso dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia e dal Comune di Bari, si inserisce nel contesto europeo seguendo la "tabella di marcia per la parità uomo-donna" da attuarsi nel quinquennio 2006-2010 che vede, fra gli obiettivi ed interventi prioritari, l'eliminazione degli stereotipi di genere nell'istruzione, formazione e cultura. Infatti, in base a quanto viene affermato in recenti studi psico-pedagogici e sociologici, la costruzione dei ruoli maschili e femminili è un processo che inizia prestissimo, nell'infanzia, e i tratti del carattere derivano non tanto da una predisposizione organica o biologica, quanto da condizionamenti culturali ricevuti, che inducono a riprodurre e a tramandare le differenze dei ruoli al fine di conformarli alle aspettative della società. L'analisi, effettuata nel territorio di Bari attraverso la somministrazione di un questionario a bambini tra gli 8 e i 10 anni, ha portato alla conclusione che il cammino da compiere per lo sradicamento degli stereotipi di genere è ancora molto lungo. Come vengano appresi i pregiudizi e come influiscano sulla loro acquisizione i comportamenti familiari, anche a livello inconscio e non intenzionale, presuppone un lavoro di ricerca molto complesso. Ma ciò che si può rilevare con facilità da questa ricerca è come l'esistenza di un determinato pregiudizio sia difficile da sradicare perché spesso influenza in maniera pervasiva tutti i vari atteggiamenti e comportamenti della persona. Per i bambini e gli adolescenti è inevitabile identificarsi nei modelli proposti dall'ambiente che li circonda e il contributo di questo lavoro e del CNEL vuole essere un primo strumento su cui il mondo scolastico del nostro territorio possa fare una valutazione. Lo scopo, infatti, è quello di educare gli adulti di domani, consapevoli della propria appartenenza al genere e consci del ruolo che giocheranno nella società, nel rispetto delle differenze affinché siano intese come risorsa e ricchezza piuttosto che come barriera. "Sono convinta - ha commentato Oriana Calabresi, esperta del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio - che questa metodologia possa aprire la strada ad una proficua formazione di insegnanti e alunni sul bullismo e sulle pari opportunità". Aitanga Giraldi, consigliere del Cnel, concludendo i lavori ha aggiunto: "Un'iniziativa lodevole, di grande importanza innovativa: mi domando, però, come possa produrre risultati in una scuola che, tramite la riforma, sta per tornare indietro di decenni".



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