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CNIPA: sicurezza ICT

Data: 26 feb 2008

Un “angelo custode digitale” per l’SPC-Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione, l’infrastruttura telematica della Pubblica amministrazione italiana, su cui “viaggiano” dati sensibili e vitali anche per cittadini e imprese. Per garantire elevati livelli di sicurezza e privacy per una delle maggiori reti al mondo di interconnessione tra tutte le amministrazioni pubbliche centrali, attiva dalla fine del 2007, è stata costituita la Community della Sicurezza ICT dell’SPC individuando in ogni amministrazione centrale specifiche unità di sicurezza (ULS). Lo ha reso noto Emilio Frezza, dirigente del CNIPA e responsabile del progetto e della realizzazione dell’SPC, al convegno che l’AICT ha promosso al Politecnico di Milano su «Security e Privacy delle reti di telecomunicazioni». «Data la vitale esigenza di garantire la massima sicurezza e protezione ad un’infrastruttura strategica per il Paese, una ragnatela che con 16 mila collegamenti ad alta velocità connette 54 domini della PA Centrale (con una propaggine in oltre 450 sedi pubbliche italiane presenti in più di 125 Paesi del mondo), ma anche oltre 200 amministrazioni territoriali locali, accingendosi a diventare la “rete federale” italiana, è stato necessario dotarsi di sofisticati sistemi ad alta affidabilità. Per questo ruolo molto delicato e nodale, pertanto, alla Community sono state affidate tre missioni: la prevenzione, l’analisi degli incidenti di sicurezza e la collaborazione nazionale e internazionale», ha spiegato Frezza. Il SPC per ora integra più di 550 mila computer della PA, ma sta per integrare anche oltre un milione di telefoni che usano il VoIP, costituendo una infrastruttura di livello internazionale.



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