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Come Eliminare i Rompiballe e Vivere Felici. Manuale di sopravvivenza

Data: 14 nov 2014

di Lauro Mattalucci

Diversamente da quanto asserito nella quarta di copertina, la ragione per recensire questo libro non è (come solitamente avviene) quella di invitare il pubblico a prendere atto delle argomentazioni, degli stimoli e delle proposte che si ricavano dalla lettura, ma piuttosto di proporre una riflessione critica sull'operazione concettuale che l'autrice conduce attraverso le pagine del testo, cercando costantemente la complicità del lettore. Il punto centrale è il carattere ambiguo dell'attribuzione ad una persona dell'etichetta di "rompiballe" (o equivalenti) stante il fatto che - come spiega la Labeling theory 1- l'identità ed il comportamento degli individui (particolarmente nei contesti organizzativi) possono essere influenzati o determinati dai termini che si usano per descriverli e classificarli.
Iniziamo a vedere cosa si ricava dalla lettura del libro.
Il testo della Glass - il cui titolo originale è Toxic People: 10 ways of dealing with people who make your life miserable - ha la forma tipica del manuale di uso pratico: l'autrice si preoccupa di insegnare al lettore come fare a proteggere il suo benessere ed il suo senso di autostima aiutandolo a riconoscere i "toxic people" e ad impedire loro di rovinargli la vita.
E' significativo che, nella traduzione italiana, l'espressione "toxic people" sia stata ingentilita convertendola nella familiare e diffusissima espressione di "rompiballe", che da un lato enfatizza i tratti comico-brillanti che il manualetto della Glass si sforza di mantenere, ma dall'altro ne svia leggermente il senso. L'aggettivo toxic fa subito pensare alle difese immunitarie che ognuno di noi dovrebbe ergere per proteggersi o agli antidoti per eliminare la tossicità . Chi sono dunque i soggetti che possono avvelenare la nostra vita? Glass ci suggerisce di:

  • elencare i 5 uomini e le 5 donne (par condicio?) che ci hanno maggiormente reso difficile l'esistenza;
  • riflettere sul perché queste persone non ci piacciono ed associare ad essi le caratteristiche comportamentali che meglio le rappresentano;
  • confrontare tali caratteristiche con un elenco di quasi 300 aggettivi che l'autrice cortesemente mette a nostra disposizione 2.

Per aiutare il lettore ad orientarsi in questo florilegio di negatività - attraverso una operazione di labeling tipica della manualistica comportamentale - Glass individua 30 tipi di rompiballe (soggetti nocivi), ognuno connotato da uno specifico cluster di caratteristiche negative. Abbiamo così - solo per citare il primo della lista - il "critico distruttivo" che è arrogante, meschino, spezzante, petulante, astioso, ipocrita, condiscendente, superbo, insicuro, offensivo, critico, sarcastico, irrispettoso, infido e accusatorio 3. Per aiutare il lettore nel compito di neutralizzare i "soggetti nocivi", l'autrice ci offre allora un insieme di tecniche da utilizzare nei confronti di ciascuno dei 30 tipi, tenendo conto anche del ruolo e della rilevanza che tali soggetti hanno nella nostra vita. Il repertorio comprende dieci  tecniche fondamentali: citiamo il confronto aperto, l'ironia, la fantasia sostitutiva, il domandare con calma, l'amore e gentilezza, ma anche (per eliminare l'idea di un approccio troppo "buonista") il far patire le pene dell'inferno 4.
Come si spiega il successo editoriale del manualetto che ha venduto molto ed è stato tradotto in numerosissime lingue? Forse è la prosa scorrevole (che ricorda da vicino le rubriche de "La posta del cuore"); ma forse, in modo più sostanziale, il successo deriva dalla domanda emergente nella "società del benessere" di poterci liberare da chi disturba la nostra esistenza, ostacola la nostra serenità, ci impedisce di avere successo, rischia di farci sentire dei falliti 5. L'autrice ama dunque pensare al suo libro come un contributo al miglioramento della società, in linea con lo spirito dell'"american way of life", che postula di coniugare senza attriti il diritto individuale alla felicità ed al successo con una società aperta, inclusiva e multietnica.
Il libro in questione viene citato anche da Slavoj Žižek che vede in esso la manifestazione di una tendenza a considerare che: "[...] ciò che è nocivo è in ultima istanza il Prossimo in quanto tale […]. L'obiettivo finale di tutte le regole che governano le relazioni interpersonali, quindi, è mettere in quarantena questa dimensione nociva, ridurre il prossimo a un simile" 6
Se c'è qualcosa di irritante nel manualetto, più ancora della superficialità delle ricette che pretende di offrirci, è dunque l'equivoco equilibrismo che cerca di mantenere tra accettazione e rifiuto dell'altro da noi. Se da un lato l'autrice pensa che a volte basti spiegarsi per ristabilire armonia e comprensione reciproca con i rompiballe, dall'altro, maneggiando come clave le categorie adottate per etichettare i toxic people, sembra assumere che l'altro da sè (il nostro prossimo) sia tout court la fonte della negatività che minaccia il nostro personale benessere.
A partire proprio da questo punto converrà riprendere la recensione più avanti.

 

1 Vedasi la voce Labeling theory nella Wikipedia inglese

2 A titolo esemplificativo proviamo a leggere i primi aggettivi che iniziano con la lettera I: Ignorante, Imbranato, Immaturo, Immobilista, Impassibile, Impavido, Impermeabile, Impiccione, Imprevedibile, Impulsivo, Inaffidabile, Inavvicinabile, Incoerente, Indifferente, Indipendente, ecc. (Glass, 2010), p. 47. Inutile chiedersi perché alcune caratteristiche come la impassibilità (la atarassia cara agli stoici) o la indipendenza siano classificate come caratteristiche negative; l'autrice riferisce tutto al benessere soggettivo: è negativo chi si dimostra impassibile quando io vorrei che fosse coinvolto e appassionato, o chi si dimostra indipendente quanto io vorrei dipendente o assoggettato.

3 Nella lista dei rompiballe troviamo inoltre il logorroico, l'autodistruttore, il fuggitivo, l'acqua cheta, il pettegolo, il pugile arrabbiato, la piaga, il traditore sorridente, l'inetto impaurito, lo sfruttatore opportunista, il prepotente, il giovialone, la frana, il caso mentale (sic!), il bugiardo, l'impiccione, l'avaro, il fanatico, il narcisista, il profittatore dolciastro, il perfetto, lo snob, il concorrente nato, il controllore fanatico, il pubblico accusatore, il saccente arrogante, il congelatore emotivo, il paranoico scettico, l'istigatore. Ibidem, p-53-92

4 Non è privo di significato per connotare l'approccio di Glass che i temi della sospensione del giudizio e del valore dell'empatia non trovino  alcuna specifica sottolineatura. La fretta di avere qualcuno a cui dare la colpa porta subito a chiedersi come si possa etichettare il rompiballe..

5 Significativamente il capitoletto finale del libro s' intitola: "Vogliamo avere successo!"; vi si citano i casi di Madonna e di Silvester Stallone che a causa dei soggetti nocivi che si erano infilati nella loro vita hanno tardato a conquistare il successo che meritavano. Ibidem p. 224

6 Žižek, Slavoj, Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo, Milano, Ponte alle Grazie, 2010


Autore: Lillian Glass

Editore: Sperling & Kupfer, 2004

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