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Come trasmettere allarmi: la norma EN 50131-10:2014

Data: 02 feb 2016

L’evoluzione del comportamento criminale richiede, in parallelo, una evoluzione delle tecniche di protezione. L’aggiornamento di una norma per avere un moderno strumento di lancio a distanza di allarmi.
Appare evidente che a poco serve installare un impianto di allarme, se esso non è in grado di trasmettere con  sufficiente affidabilità le segnalazioni ad una  centrale di sorveglianza remota.
Questa è la ragione per la quale il comitato tecnico, che ha dedicato la sua attenzione alla elaborazione normativa afferente agli impianti di allarme, ha deciso di elaborare una norma, che illustra i requisiti di un ricetrasmettitore, posto in periferia - Supervised Premises Transceivers (SPT) - , che deve trasmettere una segnalazione a un sistema remoto - Intrusion and hold-up alarm system (I&HAS).

La norma EN 50131-1 impone che la presenza di un allarme sia registrato da una sirena oppure da un sistema di trasmissione di allarme remoto. Questa norma, in particolare, illustra i criteri di prestazione del sistema di trasmissione dell’allarme, che deve essere trasmesso a distanza, in funzione del grado di sicurezza attribuito.

Ricordiamo ai lettori che la norma prevede quattro gradi, rispettivamente basso, medio basso, medio alto ed alto rischio.
La norma in questione illustra i requisiti  cui deve soddisfare la SPT periferica, quale che sia il sistema di segnalazione o realizzato, vale a dire incendio, allarme sociale, intrusione e così via.
In particolare, questi requisiti devono essere abbinati a quelli previsti dalla norma EN 50136-2.
La norma si applica a qualsiasi tipo di dispositivo di trasmissione dell’allarme, nonché alle varie funzionalità specifiche.
Da notare che per prendere meglio in considerazione diversi requisiti di questi apparati, la norma prevede una loro suddivisione in tre tipi, rispettivamente X, Y e Z.
È bene precisare che la norma europea non include i requisiti per quanto riguarda la rete di trasmissione, ma solo per l’apparato periferico.

Dopo avere illustrato le caratteristiche generali, vengono illustrate le funzioni aggiuntive e le caratteristiche dell’apparecchiatura.
Particolare attenzione ovviamente è dedicata al livello di sicurezza, che deve essere proporzionato al livello di rischio.

La norma illustra quindi quali sono le prestazioni del sistema, in funzione dei requisiti ambientali, nonché le prove che devono essere effettuate per essere certi che l’apparato soddisfi i requisiti della norma. Particolare attenzione è posta alla protezione da manomissioni e soprattutto al rischio di sostituzione dell’apparato con altro, secondo uno schema che purtroppo già più volte si è verificato, sulla base di attacchi perpetrati da malviventi assai raffinati.

Nel caso vengano usate delle connessioni senza fili, occorre garantire la integrità delle stesse.
Particolare attenzione è dedicata alla documentazione del prodotto ed ai contrassegni.
La norma passa quindi ad esaminare le modalità con le quali è possibile effettuare delle prove, che permettano di garantire che l’apparato sia in grado di rispettare le specifiche illustrate in precedenza.

Una serie di tabelle illustra le modalità con le quali è possibile verificare l’individuazione e la protezione da attacchi per sabotaggio, nonché le dimensioni degli strumenti che potrebbero essere utilizzati per perpetrare gli attacchi.



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