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Commissione: Pilastro UE diritti sociali

La Commissione europea compie un nuovo passo verso la creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali con una conferenza ad alto livello a Bruxelles. Proposte dettagliate seguiranno a breve. Oltre 600 rappresentanti delle autorità degli Stati membri, delle istituzioni europee, delle parti sociali e della società civile, fra i quali oltre 20 ministri nazionali e vari membri del collegio dei commissari, hanno discusso i risultati della consultazione pubblica sul pilastro europeo dei diritti sociali. A marzo sarà annunciata la proposta della Commissione sul pilastro. La Commissione europea ha inoltre annunciato che organizzerà un vertice sociale europeo insieme alla Svezia, che si terrà a Göteborg il 17 novembre 2017. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) prevede di adottare un parere nel corso del mese. Il Comitato delle regioni ha contribuito con un parere e le parti sociali nazionali ed europee con le loro relazioni (relazione di BusinessEurope, relazione della CES). Lavoro: Il Ministro del Lavoro durante la Conferenza ha ricordato come in Italia sia stata avviata da tempo una profonda riforma del mercato del lavoro per creare condizioni lavorative più eque e migliori per tutti, capace di far fronte alle trasformazioni senza precedenti a cui stiamo assistendo e che cambiano il nostro modo di concepire e definire il lavoro. "Si lavora da casa e non solo sul luogo di lavoro. Svaniscono i confini fra lavoro e tempo libero, nascono e si consolidano fenomeni ancora non del tutto compresi, come la sharing economy (economia condivisa), l'huberizzazione”, ha osservato il Ministro. Lo scenario è reso ancor più complesso dalla consapevolezza che, per far fronte ai problemi occupazionali, non esiste una soluzione unica, valida in ogni paese. I dati dimostrano infatti che, a fianco di alcuni paesi in cui la disoccupazione resta molto elevata, in altri si è vicini al pieno impiego. Ciò che accomuna, invece, tutti i paesi europei è la diffusione di forme di impiego a basso reddito, in condizioni di lavoro precarie, discontinue e a basso livello di protezione sociale, soprattutto per alcune fasce deboli della società, come giovani, donne e migranti. Questioni che – secondo Poletti - richiedono un approccio coordinato per evitare che soluzioni diverse diano luogo a fenomeni di delocalizzazione e dumping sociale: "Dobbiamo governare il cambiamento e assicurare che i benefici introdotti dalla tecnologia si possano diffondere in tutta la società, mettendo l'essere umano al centro di ogni processo innovativo. Credo che in questo momento non facile per l'Europa i nostri cittadini si attendano soprattutto su queste questioni un forte segnale, il segnale che l'Europa è in grado di reagire nei temi del sociale e sa dare risposte adeguate ai tempi, innovando e rinnovando il modello sociale che ne è stato uno dei prodotti più originali". Il Ministro ha quindi concluso il suo intervento con l'auspicio che la Commissione possa tradurre rapidamente in azioni concrete quanto enunciato nella sua proposta e quanto è emerso dalla consultazione. Un risultato che sarebbe particolarmente significativo in considerazione delle celebrazioni per il 60 anniversario dei Trattati, che avranno luogo il 25 marzo prossimo a Roma.



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