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Commissione: tutela della privacy sfida del prossimo decennio

La tutela della vita privata deve far fronte a nuove sfide: il "behavioural advertising", o pubblicità basata sul comportamento, analizza le abitudini di navigazione degli internauti per una commercializzazione più mirata dei prodotti, i siti di social network utilizzati da 41,7 milioni di europei permettono di accedere ad informazioni personali e fotografie e ben 6 miliardi di smart chip consentono attualmente di tracciare i movimenti dei navigatori. Nella giornata dedicata alla protezione dei dati personali la Commissione europea ha sottolineato la necessità di aggiornare le norme in materia di privacy per stare al passo con l'evoluzione tecnologica e garantire il rispetto della vita privata, la certezza del diritto e l'adozione di nuove tecnologie. Secondo le norme dell'UE i dati personali possono essere utilizzati soltanto per scopi legittimi e con il consenso dell'interessato. La Commissione ha annunciato che, ora che il trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali sono entrati in vigore, intende elaborare una normativa chiara e moderna applicabile in tutta l'UE intesa a garantire un elevato livello di protezione dei dati personali e della privacy. Il primo passo in questa direzione sarà una riforma della direttiva UE del 1995 sulla protezione dei dati personali.
In occasione della quarta Giornata della protezione dei dati personali , la Commissione europea ha dichiarato che le misure applicate alla tecnologia internet sono necessarie in tutti i settori dell'economia e della società per proteggere la privacy e i dati personali dei cittadini europei.
A tal fine la commissaria  Reding ha annunciato che intende proporre un aggiornamento della normativa UE in materia di privacy, dalle norme generali ( direttiva sulla protezione dei dati ) in vigore dal 1995 alle norme specifiche relative ai settori di internet e delle telecomunicazioni (norme sull'e-Privacy ).
Tale normativa perfezionata dovrà essere rigorosamente applicata in tutti i settori strategici e negli accordi internazionali, che si tratti di nuove tecnologie, diritti dei consumatori o pubblica sicurezza.




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