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Comune Civitavecchia: accolto ricorso ANDE su quote rosa

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dall'Associazione Nazionale Donne Elettrici di Roma contro il Comune di Civitavecchia, per violazione delle norme costituzionali, europee e internazionali sul rispetto del principio delle pari opportunità, e ha fissato al 40% la soglia minima di presenza delle donne nei Municipi. Lo rende noto l'Ande. L'esecutivo di Civitavecchia è composta da una donna e sei uomini. Nella sentenza (n. 633 del 21 gennaio 2013), il Tar del Lazio chiarisce che la democrazia paritaria deve essere intesa in senso sostanziale e non solo formale, come si evince da molteplici disposizioni interne confortate da Convenzioni internazionali e atti dell'Ue. "L'effettività della parità - di legge nella sentenza - non può che essere individuata nella garanzia del rispetto di una soglia quanto più approssimata alla pari rappresentanza dei generi, da indicarsi dunque nel 40% di persone del sesso sottorappresentato", misura che "ha trovato riconoscimento nella proposta di Direttiva adottata nel novembre 2012 dalla Commissione europea riguardo ai consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa". L'Ande - associazione nata nel 1946 e presente in 34 città per promuovere la partecipazione delle cittadine italiane alla vita politica e civile - dopo le amministrative del 2012 aveva presentato un ricorso contro il Comune di Civitavecchia per la nomina di una sola donna tra i sette componenti del Municipio. Analogo ricorso era stato presentato anche contro il Comune di Gaeta, guidato da una Municipio tutto al maschile, vicenda che si era conclusa di recente con un rimpasto e la condanna dell'amministrazione comunale alle spese del ricorso. "Il Tar del Lazio ha pronunciato una sentenza di valore storico per le donne italiane e per la stessa civiltà giuridica del nostro Paese, che è fondata sul principio di eguaglianza formale e sostanziale" dichiara la presidente di Ande Roma, Francesca Piazza. "A poche settimane dal voto per le politiche e le amministrative - prosegue - la sentenza si rivolge a tutti coloro che saranno chiamati a innovare la composizione degli organi elettivi orientandone le scelte in chiave europea, nel rispetto sostanziale dei principi della democrazia paritaria nonché del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione". "Con questi ricorsi - ha aggiunto - la società civile femminile intende dare un segnale forte anche ai fini della ripresa del Paese, scegliendo due città nevralgiche per l'economia regionale e a cui deve corrispondere un modello economico, sociale e anche istituzionale conforme a parametri europei di eccellenza e competitività". Gli esiti del voto amministrativo dello scorso giugno, ricorda l'Ande, hanno confermato le bassissime percentuali di presenza femminile negli organi di rappresentanza a livello locale, soprattutto nelle regioni del centro-sud.



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