Indietro

Comune Firenze: indennità aggiuntive, precisazione del Comune

In riferimento al tema delle indennità aggiuntive ai dipendenti, non previste dal Contratto collettivo nazionale, l’amministrazione comunale precisa che la “messa in mora” individuale, che interesserà meno della metà degli attuali dipendenti del Comune di Firenze, è un atto dovuto di cui le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) erano a conoscenza. Si tratta di una scelta ineludibile, maturata in seguito all’ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2009 e agli atti che ne sono conseguiti da parte della Corte dei Conti per evitare la prescrizione delle somme da restituire. Comune Firenze: bilancio, l’assessore corregge eurodeputata Comi “Malgrado le difficoltà incontrate dalla finanza di tutti i Comuni italiani, in specie quelli capoluogo, i conti del Comune di Firenze sono assolutamente in ordine. Il debito complessivo è calato di 42 milioni e la pressione fiscale, ormai è noto, è fra le più basse d’Italia perchè abbiamo contenuto in modo considerevole sull’addizionale Irpef”. Lo afferma l’assessore al bilancio Alessandro Petretto che intende precisare una serie di dati, evidentemente parziali e incompleti oltrechè errati, riportati dall’eurodeputata Pdl Lara Comi nel corso della trasmissione Ballarò. “Dal rendiconto 2012 – spiega l’assessore Petretto – emerge un andamento positivo di tutti i saldi rilevanti. La gestione di competenza presenta 18,3 milioni di avanzo corrente e 2,3 milioni di avanzo in conto capitale. Alla fine del 2012, il fondo cassa registrava una giacenza di oltre 130 milioni, cosa che ha consentito di sfruttare appieno, senza anticipi di tesoreria, lo sblocco dei pagamenti alle imprese, che ora sono quasi tutte saldate. Il patto di stabilità interno è stato rispettato a termini di legge”. “Contrariamente a quanto affermato – continua l’assessore Petretto – si registra poi un consistente riduzione dello stock di debito complessivo e del relativo costo. Il debito passa da 554 milioni nel 2011 a 512 milioni nel 2012. Un oculato riequilibrio del portafoglio debito ha consentito di beneficiare del calo dei tassi di interesse e quindi del costo del debito. La spesa per interessi si colloca sui 23,4 milioni, ben al di sotto della capacità complessiva a termini di legge di 41 milioni. Ad ogni modo, è negli intendimenti della giunta ricorrere nel 2013 al debito per finanziare parzialmente un volume di investimenti adeguato alle esigenze della città, sempre però nel rigoroso rispetto del patto di stabilità. D’altra parte, nella media nazionale delle grandi città, Firenze presenta sempre uno dei più bassi livelli di debito pro-capite”. Quanto alla pressione tributaria locale effettiva, l’assessore Petretto ricorda che in virtù dell’aliquota dell’addizionale Irpef, tra le più basse d’Italia (0.2), così come per l’Imu prima casa (0.4), si attesta su circa 810 euro pro-capite, meno del 4% del reddito mediano dichiarato dai fiorentini ai fini fiscali. La copertura media dei costi dei servizi a domanda individuale è del 50%, con fasce di esenzione e meccanismi selettivi in base alle disponibilità economiche degli utenti beneficiari. “In questo periodo travagliato caratterizzato da tagli ai trasferimenti erariali e da un’incertezza perenne dal lato dell’autonomia tributaria – conclude l’assessore al bilancio – si è registrata una tenuta della spesa pubblica per il welfare. Istruzione, sociale, cultura, sport e ricreazione costano circa 200 milioni (540 euro pro-capite), più di un 1/3 della spesa corrente totale, più del doppio della spesa per il personale. E all’interno della spesa per il welfare, la spesa per il sociale in senso stretto è circa 280 euro pro-capite, con una concentrazione dell’intervento sulla popolazione meno abbiente e in condizioni di disagio superiore a 1100 euro pro-capite. Infine, l’incidenza dei residui sia attivi che passivi è in calo costante negli ultimi tre anni”.



Nessun commento. Vuoi essere il primo.