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Comune Milano: rivoluzione nel sistema di accoglienza

Residenzialità sociale temporanea, ovvero la possibilità di essere accolti in un’abitazione per un periodo di tempo definito per uscire dallo stato di fragilità e di disagio abitativo, ma senza essere destinati automaticamente a una soluzione assistenziale più intensa e costosa per l’Amministrazione (comunità mamma bambino, residenze sanitarie assistenziali…) quando ciò non è necessario. È questa la rivoluzione dei servizi alla persona in stato di necessità abitativa che il Comune di Milano ha approvato oggi, dando il via libera alle linee guida per la sua realizzazione. Nello specifico, l’Amministrazione pubblicherà un avviso pubblico per individuare “posti letto” di residenzialità temporanea, gestiti da enti con cui il Comune stipulerà delle convenzioni. Insieme all’alloggio sarà fornito un servizio di accompagnamento sociale finalizzato a portare le persone, in un tempo ragionevole, a condizioni di autonomia. I posti letto saranno reperiti in immobili propri degli enti gestori (almeno 20 posti letto come base) o in immobili dell’Amministrazione e gestiti in convenzione dagli enti (un centinaio di posti). Riguardo alla tipologia saranno messe a disposizione sia risorse abitative adeguate a ospitare qualsiasi persona in condizione di autosufficienza (mamme con bambini, anziani, adulti...), sia risorse da destinare a persone in condizione di parziale non autosufficienza (anziani, persone con disabilità...), i cosiddetti “alloggi protetti” che garantiranno condizioni di totale accessibilità e nei quali sarà prevista la presenza costante di un operatore sociale qualificato. Infine, saranno messi a disposizione alloggi di emergenza subito pronti per l’accoglienza. L’obiettivo che l’Amministrazione si pone è di mettere a disposizione 560 posti letto, pari al fabbisogno di circa mille persone nell’arco di un anno, riscontrato nella fase di preparazione di questo provvedimento che ha coinvolto in più occasioni anche il Forum del Terzo Settore. I posti letto saranno suddivisi tra le tipologie di alloggi condivisi, alloggi protetti e alloggi in emergenza e saranno usati al posto di soluzioni di tipo comunitario (comunità mamma bambino, Rsa...) oggi utilizzate in assenza di soluzioni più appropriate a fronte di una domanda che negli ultimi anni è esplosa. Per la stipula di convenzioni il Comune di Milano metterà a disposizione 8,5 milioni di euro.



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