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Comune Roma: lavoro, una piattaforma per le donne

Una diversa politica del lavoro, una maggiore crescita occupazionale e una flessibilità contrattata per le donne. Sono solo alcuni degli obiettivi alla base della piattaforma di genere presentata oggi dalle donne di Cgil, Cisl e Uil. Con la volontà di incentivare l’occupazione femminile e combattere la precarietà, le parti femminili delle tre confederazioni sindacali lanciano un messaggio a tutti gli enti locali perché stanzino le risorse necessarie e intendono presentarsi ai tavoli di contrattazione per chiedere più qualità del lavoro e di vita per le donne. «Le politiche di genere – ha detto Annamaria Cubeddu, responsabile del Coordinamento donne Cgil Roma e Lazio – non sono contrattate nel 90% dei casi, c’è poca conoscenza del mondo delle pari opportunità e della condizione del mondo del lavoro femminile. La piattaforma nasce anche per colmare questo vuoto». Un vuoto che riguarda anche le strutture sociali per le quali, secondo le promotrici della piattaforma, a Roma e nel Lazio c’è ancora da fare a partire dagli asili nido che, come ha ricordato Cubeddu, «sono ancora totalmente insufficienti, per passare ai consultori che garantiscono la prevenzione della salute delle donne, fino ad arrivare ai centri di cura per gli anziani che gravano sulle spalle delle donne nelle proprie case». A pochi mesi dalla chiusura dell’anno europeo per le pari opportunità, le sindacaliste di Cgil, Cisl e Uil fanno il punto sulle condizioni delle lavoratrici che vivono nel territorio laziale con l’obiettivo di porre all’attenzione delle agende di tutti gli attori politici e sociali coinvolti le questioni legate all’attività lavorativa femminile. In primo luogo la piattaforma avrà il compito di intervenire sull’aumento dell’occupazione femminile nella regione Lazio cercando di attenuare le differenze di condizioni che esistono tra le diverse province. «La precarietà – è stato sottolineato nel corso degli interventi – ma soprattutto il lavoro nero in Italia tocca quota un milione e nel Lazio riguarda circa 150mila donne; non si tratta solo di badanti e colf ma anche di commesse occupate nei negozi e donne con buoni titoli di studio, costrette a lavorare in nero negli studi professionali». «L’occupazione femminile nel Lazio – riferisce il consigliere regionale delle Pari opportunità, Alida Castelli – si attesta circa al 47% ed è concentrata prevalentemente nell’area metropolitana della Capitale, dove l’occupazione supera il 50%, mentre nelle province di Rieti, Viterbo e Frosinone la percentuale delle donne occupate scende al 25-30%, un dato molto vicino a quello delle regioni meridionali». Dai dati indicati dal consigliere Castelli durante la presentazione della piattaforma di genere emerge che le donne laziali lavorano prevalentemente nei settori del turismo, dei servizi e del commercio. «Tra loro – ha aggiunto – ci sono circa un milione di donne precarie, specialmente a Roma». Da qui nasce la volontà delle sindacaliste di mettere al centro di questa azione la qualità del lavoro in termini di aumento delle retribuzioni, di parità tra i salari di uomini e donne e di politiche di conciliazione tra i tempi di lavoro e di vita familiare, che nonostante la legge 53 stentano ad essere applicate. «Il trattato di Lisbona – ha concluso Castelli – ha stabilito di raggiungere almeno il 60% dell’occupazione femminile. Noi siamo ancora lontani da questo traguardo: l’Italia è penultima in una classifica europea che vede ai primi posti i paesi scandinavi e in coda Malta». Versano in condizioni migliori, ha ricordato il consigliere regionale, le donne che lavorano in Romania, in Ungheria e in Croazia. Ma oggi un passo avanti è stato compiuto. «Questa piattaforma – ha concluso il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Walter Schiavella – rafforza il lavoro avviato dai sindacati. L’obiettivo è quello di ridurre le disuguaglianze, aumentare le opportunità professionali delle donne e le loro retribuzioni, rimodellando i sistemi di welfare». In occasione del centenario dell’8 marzo, Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello a tutte le donne per riunirsi in una grande manifestazione, che si terrà a Roma il prossimo otto marzo, per chiedere a gran voce sviluppo, lavoro, qualità della vita e libertà di scelta.(http://www.romaeconomia.it/newsite)



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