Confcommercio: Misery index e commenti

Data: 20 set 2016

Confcommercio: Nello scorso mese di luglio il Misery Index Confcommercio ha toccato quota 18,8 punti, un decimo di punto in meno rispetto a giugno. La modesta diminuzione dipende dalla discesa della disoccupazione, sia quella ufficiale che quella estesa. Resta, però, che negli ultimi mesi, dopo i minimi toccati in febbraio e marzo, il contesto è quello di un peggioramento dell'indice del disagio sociale. I contenuti miglioramenti sul versante della disoccupazione ufficiale ed estesa non sono stati, infatti, sufficienti a compensare gli effetti sull'indicatore dell'attenuarsi della deflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto. Allo stesso tempo la ripresa ha perso ulteriore slancio contribuendo ad alimentare la perdita di fiducia da parte delle famiglie. A luglio il tasso di disoccupazione si è attestato all'11,4%, due decimi di punto in meno rispetto a giugno e tre decimi su base annua. Il numero di disoccupati è diminuito di 39mila unità rispetto al mese precedente e di 44mila unità nei confronti di luglio 2015. Il numero di occupati è diminuito di 63mila unità rispetto al mese precedente e aumentato di 266mila nei confronti dello stesso mese del 2015. Sempre a luglio, i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono diminuiti dello 0,1% (-0,2% a giugno). MIC luglio 2016, i numeri Il documento integrale Adiconsum: commentando i risultati pubblicati dalla Confcommercio sul Misery Index, Walter Meazza, presidente di Adiconsum nazionale: “Il lieve miglioramento del Misery Index, purtroppo, non fuga gli altri dati negativi, come quello sulla disoccupazione, sulla perdita di fiducia delle famiglie e sulla frenata della ripresa – così il commento di Walter Meazza, presidente di Adiconsum nazionale, a seguito della pubblicazione dei dati di Confcommercio. La continua alternanza dei vari indici di crescita del Paese – prosegue Meazza – non permette ad una parte consistente delle famiglie italiane di essere fiduciose nel futuro e, quindi, di contribuire al rilancio dei consumi e alle imprese di investire, assicurando quella produzione in grado di generare occupazione stabile. Auspichiamo che la nuova legge di stabilità – conclude Meazza – contenga gli interventi per individuare le risorse necessarie a far ripartire il Paese.”



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