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CONFEDILIZIA: IMU insostenibile per le imprese

Data: 14 mag 2013

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: “Gli aumenti Imu ipotizzati per le imprese confermano che l’imposta sugli immobili richiede un radicale superamento, anche se su questo punto non risulta che negli ambienti degli industriali ci si sia – finora – espressi con particolare entusiasmo. Confedilizia ha invece già da tempo sottolineato la necessità di rinnovare in modo totale l’imposizione sugli immobili dato che ciò che si ipotizza potrebbe accadere quest’anno per le imprese si verifica già dall’anno scorso per la proprietà immobiliare e in termini addirittura ben superiori. Superiore è infatti il moltiplicatore (160 per le abitazioni e, da quest’anno, 65 per le imprese) mentre l’aliquota del 10,6 per mille che si ipotizza per calcolare l’acconto 2013 a carico delle imprese è già stata largamente applicata per gli immobili civili. In particolare, l’aliquota media Imu applicata nei capoluoghi di Regione è stata del 9,9 per mille per i contratti «liberi», con un aumento del 50,1 per cento rispetto all’Ici, e dell’8,1 per mille per i contratti a canone calmierato, con un aumento del 111 per cento. Tali aumenti di aliquota si sono aggiunti all’aumento del 60 per cento della base imponibile. Con la conseguenza che, in media, nei Comuni capoluogo di Regione, un appartamento di 5 vani in zona semiperiferica ha subìto un aumento di imposta del 143 per cento se affittato con contratto «libero » e del 408 per cento se affittato con contratto «concordato». L’estensione ad altri del trattamento applicato alla proprietà edilizia già dall’anno scorso non ci rallegra di certo, ma ci conforta il pensare che questa situazione possa portare nuovi alleati alla battaglia della Confedilizia per il superamento dell’Imu”.



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