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Conferenza Regioni: accordo con Governo su ISEE

Data: 28 mag 2013

Accordo di massima raggiunto, a Roma, fra Regioni e Governo, sul nuovo regolamento per la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). È stata accolta la proposta che il patrimonio entri nel calcolo del reddito (per un 20%) e siano allargate le fasce delle varie scale di equivalenza, in modo da favorire il più possibile le famiglie numerose. All'incontro erano presenti il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini e il vice ministro Maria Cecilia Guerra. “Il clima tra le Regioni e nei rapporti con il Governo è molto positivo, c'è stato un buon lavoro e molta collaborazione”: ha detto al termine, soddisfatto, il coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e assessore in Liguria, Lorenan Rambaudi. ''In Conferenza Stato-Regioni - ha quindi spiegato Rambaudi - tutte le Regioni, il 24 gennaio scorso, erano pronte ad esprimere la propria intesa al decreto, con l'eccezione della Lombardia. Il nuovo Governo ha voluto incontrare le Regioni e capire i motivi della mancata intesa; la Lombardia ha presentato due emendamenti, che non modificano la natura del decreto, e il ministro Giovannini si è detto disposto ad accogliere queste richieste”. Dunque, dopo l'intesa già arrivata da Upi e Anci, si spera che sul nuovo regolamento Isee arrivi presto anche quella delle Regioni. Soddisfatto l'assessore al Welfare delle Marche Luca Marconi, perché, ha osservato, il decreto prevede che il calcolo Isee sia indicato su base nazionale poiché rappresenta un livello essenziale “da garantire, in maniera equa, su tutto il territorio, fatte salve le competenze regionali in materia di normazione, programmazione e gestione delle politiche sociali e sociosanitarie". "Ancora debole invece - secondo l'assessore marchigiano - il riconoscimento dei figli all'interno del nucleo. La battaglia andrà sempre più portata al livello di bilancio statale, affinché le famiglie più numerose e a basso reddito ottengano l'esonero totale dal pagamento dei servizi sociali fondamentali”. Resta aperta, infine, la questione della compartecipazione ai costi da parte della famiglia di appartenenza, come nel caso degli anziani non autosufficienti ricoverati in una Residenza protetta: il decreto prevede tipologie differenziate di agevolazioni che intervengono a copertura di attuali lacune normative. (regioni.it)



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