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Conferenza Unificata: seduta del 23 febbraio 2017

La Conferenza Unificata, presieduta dal Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha esaminato e discusso i seguenti punti all’ordine del giorno, con gli esiti indicati nel report. Documenti consegnati in seduta: Punto n. 3 o.d.g. doc UPI (membri osservatorio TPL) Punto n. 4 o.d.g. doc UPI (d.l. n. 8 sisma) Punto n. 4 o.d.g. doc ANCI Punto n. 4 o.d.g. doc CINSEDO Punto n. 10 o.d.g. doc ANCI (membri Consiglio superiore cinema) Punto n. 10 o.d.g. doc CINSEDO ANCI: La Conferenza unificata ha raggiunto un accordo sulla ripartizione dei 3 miliardi, il cosiddetto “fondone”, previsto per Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni nella Legge di Bilancio. “Ci sono luci e ombre” commenta il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. “E’ positivo che la manovra non preveda tagli nei trasferimenti, come già nel 2016, e che si recuperino progressivamente risorse su cui l’Anci ha dato battaglia, come i 300 milioni di ristoro per la penalizzazione ingiustificata subita dai Comuni a seguito dell’errata quantificazione, da parte del Mef, delle risorse dovute nel passaggio tra Ici e Imu. È invece preoccupante la continua riduzione della compensazione relativa alla cambiamento di regime fiscale tra Imu e Tasi che interessa 1.800 Comuni, quantificata in 300 milioni, un importo ancora largamente inferiore sia a quanto gli enti devono recuperare (480 milioni secondo le stime), sia rispetto al riconoscimento del 2016 (390 milioni). Ed è insoddisfacente il riconoscimento di 300 milioni in 30 anni per saldare il debito che lo Stato ha nei confronti dei Comuni per le spese di funzionamento degli uffici giudiziari, che, grazie a una nostra battaglia, sono ora in capo a Roma e non più agli enti locali. Quel debito, riconosciuto anche dal ministero della Giustizia, ammonta a 650 milioni fino al 2015. L’offerta di 300 milioni in 30 anni per chiudere il contenzioso davanti ai giudici amministrativi è una proposta debole, destinata a essere rispedita al mittente”. L’Anci vince una importante battaglia per le città metropolitane. Gli enti di secondo livello delle regioni a statuto speciale si vedono assegnati 70 milioni nel caso della Sicilia e 30 (a regime) nel caso della Sardegna. Viene inoltre sterilizzato il taglio per tutte le città metropolitane a partire dal 2017. Si compensa anche il mancato gettito sui terreni agricoli, per l’esenzione introdotta e poi ripristinata: ai Comuni interessati, che sono soprattutto quelli più piccoli, vengono assegnati 58 milioni in dieci anni. “Il riparto del fondone – conclude Decaro – era un passaggio importante in attuazione della Legge di Bilancio 2017. Ora occorre accelerare nella predisposizione del decreto enti locali che deve ratificare alcuni passaggi essenziali: l’attuazione del fondo di solidarietà già deciso a gennaio, le misure per facilitare gli equilibri finanziari delle città metropolitane, l’innalzamento del turn over, la possibilità di assumere figure infungibili, il completamento della revisione delle discipline per gli enti locali in crisi finanziaria e per l’affidamento del servizio di tesoreria”. L’associazione dei Comuni esprime poi il timore che l’accordo tra governo e Regioni sul taglio di 380 milioni, comporti una riduzione delle risorse destinate alla spesa sociale: “Sarebbe un taglio diretto alle politiche dei Comuni destinate alle fasce più deboli della popolazione”. Leggi le dichiarazioni del vicepresidente Anci Roberto Pella, intervenuto in rappresentanza dell'Anci alla Conferenza Unificata. Infine Pella ha ribadito al governo “la necessità di dare al più presto continuazione al tavolo tecnico sulla definizione delle gestioni associate e delle Unioni dei Comuni, in modo da finire il lavoro cominciato con la sospensione dell’obbligo di associarsi che cadeva lo scorso 31 dicembre”. (anci.it) UPI: “Oggi con questa intesa abbiamo affrontato solo una parte del problema dei bilanci delle Province: finalmente si azzera il taglio di 650 milioni che avrebbe dovuto ricadere sulle Province nel 2017. Ma certo non si risolve la situazione di grave emergenza e resta l’impossibilità di riuscire a garantire la continuità dei servizi essenziali e la sicurezza dei cittadini. Per porre fine a questa emergenza servono risorse”. Lo ha detto il Presidente dell'Upi, Achille Variati, intervenendo alla riunione della Conferenza Unificata, nella quale è stata sancita l’intesa per l'azzeramento per il 2017 del taglio di 650 milioni che era stato imposto alle Province dalla manovra finanziaria del 2015. "Perfino la Corte dei Conti – ha detto Variati al termine della riunione –intervenendo alla Commissione bicamerale per il federalismo fiscale ha usato parole durissime, affermando che i tagli sulle Province sono stati irragionevoli, e che le risorse a diposizione per i servizi sono del tutto insufficienti. L’ennesima attestazione che i Presidenti delle Province, per senso di responsabilità e perché in quanto Sindaci sentono fortissimo il legame con le comunità amministrate, hanno fatto l’impossibile in condizioni drammatiche pur di garantire i servizi essenziali. Il Governo in Conferenza Unificata – ha poi aggiunto – ci ha assicurato che il decreto legge che chiediamo arriverà a breve e che si aprirà un tavolo di concertazione sulle norme da predisporre. Noi non possiamo che ribadire la necessità di ulteriori risorse, esclusivamente per la manutenzione e messa in sicurezza delle strade provinciali, delle scuole superiori e dell’ambiente. Aspettiamo comunicazioni a riguardo già dalla prossima settimana ". Il Presidente di Upi Emilia Romagna, Manghi: bene, ma non basta Il Decreto Presidenza Consiglio Ministri - Fondone azzeramento tagli UPI: La Provincia di Terni rilancia l'allarme della Corte dei Conti: tagli irragionevoli



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