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Confindustria: Quote rosa negli organi societari - consultazione UE

Data: 19 giu 2012

Il 5 marzo scorso la Commissione europea ha avviato una consultazione diretta a verificare l’opportunità di un intervento a livello UE per favorire l’equilibrio tra i generi nei consigli di amministrazione delle società e a individuare i principali elementi che dovrebbero caratterizzare tali misure. Confindustria ha risposto alla consultazione (v. all.), sottolineando l’importanza del tema, ma evidenziando anche che la questione della modesta rappresentanza femminile nelle posizioni aziendali di vertice dovrebbe essere affrontata con lo strumento dell’autoregolamentazione. Quest'ultima, infatti, rappresenta la soluzione più adeguata per assicurare una composizione equilibrata degli assetti di governance, in termini di caratteristiche sia personali che professionali dei componenti. Inoltre, l'autodisciplina può indurre le società a considerare l’equilibrio tra i generi come un valore aggiunto e, quindi, incoraggia una selezione effettivamente basata sul merito. Pertanto, Confindustria si è dichiarata contraria a un intervento normativo europeo che introduca regole vincolanti in materia, aprendo a possibili misure di soft law qualora la Commissione ritenesse comunque di dover fornire indicazioni agli Stati membri. Un'eventuale intervento UE dovrebbe limitarsi a dare impulso a politiche societarie dirette a rafforzare la partecipazione femminile, coordinandosi con le iniziative assunte sul tema nei diversi contesti nazionali. In questo senso, si è proposto di valutare quale valido punto di riferimento l’impostazione della Legge italiana n. 120/2011, che ha introdotto un sistema temporaneo e graduale per l’applicazione delle quote di genere. Inoltre, la Commissione dovrebbe valorizzare il principio comply or explain, che è in grado di assicurare adeguata trasparenza delle politiche societarie adottate in questo campo.



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