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Consenso

Data: 28 ott 2016

Il termine consenso è inteso nella accezione generale comunemente adottata come accordo tra due o più soggetti o tra i membri di un dato gruppo o comunità riferito ad una intenzione che deve essere attuata (chiedere consenso, ottenere consenso); in senso più tecnico-specifico si può riferire a diversi settori della vita sociale (come ad es. quando in medicina si parla di "consenso informato", o quando nella sfera del diritto societario si parla di consenso a maggioranza o all'unanimità).

Il tema del consenso trova particolare attenzione nello studio delle politiche pubbliche, dove appare cruciale la creazione, tra i vari stakeholder, di "senso e consenso" attorno ai progetti che si intendono realizzare.
Rimanendo nel campo delle politiche pubbliche, il termine consenso - stante anche la sua derivazione etimologica da "con- senso" - sta a significare un senso condiviso la cui costruzione corre parallela al ciclo di attuazione di una qualsiasi politica pubblica che interessi una data comunità.

Occorre ricordare che l'attuazione di una policy non riguarda solo le istituzioni pubbliche, ma comporta il confronto e una qualche forma (più o meno produttiva) di collaborazione con vari stakeholder coinvolti, quali possono essere le diverse espressioni della cittadinanza attiva, i soggetti del settore privato economico e del privato sociale. Viene utilizzato il termine policy network per identificare un insieme di attori pubblici e privati (gruppi di interesse, autorità politiche, agenzie, associazioni, esperti ecc.) dotati di risorse qualitativamente e quantitativamente diverse che si incontrano produttivamente nella definizione e nella implementazione di una politica pubblica 1.

Le risorse che, ai fini del successo di una policy,  si devono mettere  in comune possono essere di natura economico-finanziaria, di conoscenza tecnica, di capacità di definire regole, di reputazione,  di capacità di influenza sociale, ecc. La costruzione del consenso è condizione essenziale perché si sia in grado di rendere effettivamente disponibili e di impiegare produttivamente le risorse che vanno messe in comune. 

Ciò presuppone una omogenea attribuzione di senso alla policy che - se esiste -  si manifesta in una sufficiente uniformità delle strutture semantiche che i vari attori utilizzano per comunicare intorno alla policy nelle varie fasi di attuazione (si tratta della dimensione cognitiva del consenso, che possiamo chiamare anche di apprendimento collettivo). Il consenso  presuppone inoltre da parte di tutti gli attori chiave di un sufficiente committment  per la implementazione della policy (si tratta della dimensione politica del consenso, che riguarda l'accordo su visioni e valori di fondo capaci di circoscrivere la manifestazione di interessi particolaristici, di sviluppare processi fiduciari e di favorire la ricerca di opportune intese e mediazioni). Le due dimensioni - quella cognitiva e quella politica - sono solo concettualmente distinte, ma devono trovare stretta assonanza ed integrazione nella prassi di implementazione di una politica.

 

1 Vedasi nel glossario presente sul portale Marcoaurelio la voce Policy network,




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