Indietro

Consiglio di Stato: servizi sanitari e suddivisione in lotti

Data: 31 gen 2017

Cons. St., sez. III, 23 gennaio 2017, n. 272: L’art. 2, comma 1 bis, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, secondo cui al fine di favorire l'accesso delle piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali, si applica anche ai servizi di cui all’allegato IIB dello stesso Codice (tra i quali, i servizi sanitari) ed è frutto di una valutazione di merito, in quanto tale insindacabile, salvo sotto il profilo della logicità, razionalità e proporzionalità. Ha chiarito la Sezione che il comma 1 bis dell’art. 2, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (secondo cui “Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, al fine di favorire l'accesso delle piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali. Nella determina a contrarre le stazioni appaltanti indicano la motivazione circa la mancata suddivisione dell'appalto in lotti. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non escludere le piccole e medie imprese”) ha lo scopo di favorire la massima partecipazione agli appalti, evitando la formazione di situazioni di monopolio o di oligopolio. Se questo è vero, non vi è ragione per escluderlo dai principi generali che presiedono all’impostazione di tutte le gare d’appalto, pur nella diversificazione dei diversi settori. Ha ancora chiarito la Sezione che la norma non è suscettibile di applicazione vincolata, introducendo un parametro generale di comportamento, da adottare alle caratteristiche di ogni caso specifico. In altri termini, il principio regola l’esercizio di una facoltà discrezionale dell’Amministrazione, imponendole di verificare la possibilità di scindere gli appalti di grosse dimensioni in appalti di importo più contenuto, escludendo tale ipotesi solo in presenza di valide ragioni in senso contrario. La scelta operata dall’Amministrazione è frutto di una valutazione di merito, in quanto tale insindacabile, salvo sotto il profilo della logicità, razionalità e proporzionalità, alla luce dei consueti parametri attraverso i quali il giudice amministrativo conosce dell’esercizio della discrezionalità della Pubblica amministrazione. Nel caso all’esame del giudice di appello l’Amministrazione, che ha bandito una gara per l’affidamento del servizio di assistenza specialistica di odontoiatria, ha dato sufficiente giustificazione della sua scelta, affermando la necessità di garantire, per quanto possibile, la stessa qualità di servizio a tutti gli utenti, obiettivo facilitato dall’affidamento del contratto a un solo soggetto. Si tratta di giustificazione che non appare manifestamente illogica ed è quindi insindacabile nel merito.



Nessun commento. Vuoi essere il primo.