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Corte costituzionale: Acquisizione sanante

Data: 17 mag 2016

Corte costituzionale - Ordinanza n. 100 del 20.4-6.5.2016: conferma la salvezza dell’acquisizione sanante ribadendo quanto deciso con la sentenza n. 71 del 2015; dichiara manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 42-bis del DPR n. 327/2001 (TU in materia di espropriazione per pubblica utilità – Testo A), introdotto dall’art. 34, comma 1, del d.l. n. 98/2011 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111/2011, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 42, 97 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione seconda. La qlc è stata sollevata nel corso di un giudizio avente ad oggetto una procedura espropriativa posta in essere dal Comune di Roma ed originata dall’intervenuta approvazione (delibera della Giunta municipale n. 6644 del 8.8.1980) del progetto per la realizzazione di opere di viabilità, con contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori, su una porzione di terreni di proprietà dei ricorrenti.



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