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Corte costituzionale: Elezioni regionali e candidato in condizioni di ineleggibilità

Data: 14 mar 2017

Corte costituzionale - sentenza n. 56 del 22.2-10.3.2017: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, quinto comma, della legge n. 154/1981 (Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale, e in materia di incompatibilità degli addetti al Servizio sanitario nazionale), sollevata, in riferimento all’art. 51 della Costituzione, dalla Corte d’appello di Catanzaro. Il primo comma del citato art. 2 elenca una serie di cause di ineleggibilità a consigliere regionale, concernenti soggetti che ricoprono cariche elettive, uffici, impieghi o funzioni diverse amministrative e dirigenziali. Il secondo comma dell’art. 2 prevede che le cause di ineleggibilità non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni «per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature». A sua volta, il quinto comma dispone che la pubblica amministrazione è tenuta ad adottare i provvedimenti relativi entro cinque giorni dalla richiesta, e che, in mancanza, «la domanda di dimissioni o aspettativa accompagnata dalla effettiva cessazione dalle funzioni ha effetto dal quinto giorno successivo alla presentazione».



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