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Corte costituzionale – Lazio - Mediatore familiare

Data: 20 apr 2010

Corte Costituzionale - Sentenza n. 131 del 12.4.2010: dichiara l’illegittimità costituzionale:

  • degli artt. 1, comma 2, 3, 4 e 6 della legge della Regione Lazio n. 26/2008 (Norme per la tutela dei minori e la diffusione della cultura della mediazione familiare);
  • dell’art. 1 della legge della Regione Lazio n. 27/2008 (Modifiche alla deliberazione legislativa approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 10 dicembre 2008, concernente “Norme per la tutela dei minori e la diffusione della cultura della mediazione familiare”);
  • ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, in via consequenziale degli artt. 1, comma 1, 2, 5, 7 e 8 della legge della Regione Lazio n. 26/2008.

Le disposizioni impugnate recano “la definizione generale del ruolo e della figura professionale del mediatore familiare, quale professionista deputato a svolgere, anche su invito del giudice, un ruolo di compiuta mediazione nei procedimenti di separazione della famiglia e della coppia nell’interesse dei figli; prevedono e disciplinano la particolare figura di mediatore familiare costituita dal coordinatore per la mediazione familiare (istituito presso ogni ASL), del quale stabiliscono i compiti e le finalità, diretti da un lato a realizzare progetti di politiche efficaci a tutela della famiglia e dall’altro a costituire un punto di riferimento per i tribunali e i magistrati che si occupano di separazioni che coinvolgono figli minori; istituiscono, presso l’assessorato regionale competente in materia di politiche sociali, l’elenco regionale dei mediatori familiari e recano la analitica disciplina dei requisiti per l’accesso all’elenco stesso”. Le citate norme sarebbero in contrasto con il principio fondamentale in materia di regolamento delle professioni, in base al quale spetta esclusivamente allo Stato l’individuazione delle figure professionali con i relativi profili e i titoli abilitanti.




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